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Tutto facile stamattina a Pardu Nou, borgata agricola di Siamaggiore a pochi chilometri da Oristano, per l'ufficiale giudiziario che doveva eseguire lo sfratto della donna che la settimana scorsa aveva minacciato di barricarsi in casa assieme ai suoi due figli, uno dei quali minorenne.
Roberta Sardo se n'è andata da sola, lasciando la porta aperta, prima che l'ufficiale giudiziario arrivasse e non c'è stato neanche bisogno di far intervenire il fabbro per forzare la serratura. Un dramma nel dramma: la donna, infatti, è la moglie dell'imprenditore di Siamanna condannato all'ergastolo per il triplice omicidio di Villacidro del 2011: un fatto di sangue legato a questioni tra soci mai risolte.
E' stato impossibile per Roberta Sardo resistere a un meccanismo che non lascia scampo a chi ci finisce dentro e che permette, come è successo in questo caso, di vendere all'asta il bene pignorato a poco più di un quinto del suo valore reale.
Una pratica che molti tribunali italiani, tra i quali non c'è però quello di Oristano, hanno ormai abbandonato in ossequio a una norma che prevede la sospensione dell'asta quando il prezzo base del bene in vendita scende sotto il 50 per cento del valore reale.