"Gli insegnanti insegnino meglio, gli studenti ci mettano più impegno". È l'auspicio del direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, Francesco Feliziani, per il nuovo anno nel commentare i dati sulla Sardegna del rapporto di Save The Children sulla povertà educativa. I numeri che la Onlus ha diffuso oggi sono particolarmente critici per la scuola isolana: il 33% degli alunni 15enni non ha le competenze minime in matematica e il 27% quelle minime nella lettura.
Per Feliziani la battaglia alle povertà educative e alla dispersione scolastica (il 24% in regione) è già iniziata: “Grazie al piano di razionalizzazione della rete abbiamo sostenuto l’offerta formativa, aumentando il tempo pieno e i corsi a indirizzo musicale nella scuola media. Non possiamo risolvere i problemi in un solo anno – ha spiegato – ma con l’organico potenziato nelle scuole ci saranno più margini per aumentare il tempo pieno”. Il trend negativo delle iscrizioni conferma il calo demografico, 2491 iscritti in meno rispetto al 2014. La scuole dell’Isola hanno collezionato i tristi record in conclusione dello scorso anno scolastico, il 30% degli studenti sono stati rimandati a settembre e il 14,1% bocciati.
Non può combattere da soli questa sfida: “Tutto quello che è attorno all’istruzione faccia da supporto perché – ha affermato Feliziani – è chiaro che la dispersione e il disinteresse verso gli studi nascono anche dalla carenza di prospettive. Se ci si trova in un contesto produttivo che non dà opportunità ma disoccupazione può esserci la tendenza a lasciarsi andare”.
Il 48,4% dei minori italiani tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro l'anno scorso, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo, il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva. In regione il 58% dei ragazzi non ha svolto attività ricreative e il 22% dei minori vive in povertà relativa. Sono alcuni dei dati del rapporto "Illuminiamo il futuro 2030 – Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa", nell'ambito della campagna "Illuminiamo il Futuro" di Save The Children. "La povertà educativa non può essere un destino ineluttabile e non è accettabile che il futuro dei ragazzi sia determinato dalla loro provenienza sociale, geografica o di genere", sottolinea Raffaela Milano, direttore Programmi Italia-Europa Save the Children. E prosegue: "le enormi diseguaglianze che oggi colpiscono i bambini e i ragazzi in Italia vanno superate attivando subito un piano di contrasto alla povertà minorile e potenziando l'offerta di servizi educativi di qualità". "I dati che emergono dalle nostre elaborazioni rivelano un fenomeno allarmante: in Italia, una parte troppo ampia degli adolescenti è priva di quelle competenze necessarie per crescere e farsi strada nella vita", sottolinea Valerio Neri, direttore Generale di Save the Children.
Nel giorno in cui la campanella suona ufficialmente per quasi 210mila studenti, iniziano le proteste organizzate dagli attivisti di Eureka – Rete degli Studenti Medi che hanno organizzato dei volantinaggi fuori dalle scuole: “Stiamo diffondendo un messaggio costruttivo e distruttivo allo stesso tempo – ha detto Carlo Sanna, coordinatore dell’associazione cagliaritana -. Distruttivo nei confronti della Buona Scuola e costruttivo perché proprioniamo un’alternativa alla Legge 107. Cercheremo di spiegare ai nuovi arrivati tra i banchi i cambiamenti della governance degli istitutia partire dal comitato di valutazione interno e dall’aumento del potere dei presidi. La nostra organizzazione ha mosso delle critiche sulle novità principali della riforma al Ministro Giannini che ha promesso l’apertura di alcuni tavoli di confronto”. Sulla situazione sarda conclude Sanna è “Necessaria una nuova legge regionale per il diritto allo studio, quella attualmente in vigore è obsoleta con oltre 30 anni di anzianità”.







