È di Sorso una delle sei persone arrestate ieri e accusate della rapina al bancomat dell'aeroporto internazionale "Riviera del Corallo di Alghero". L'uomo non avrebbe fatto parte del commando che nella notte tra venerdì e sabato ha violato l'area commerciale dell'aerostazione, ma si sarebbe occupato della logistica. Secondo le prime ipotesi investigative, l'unico sardo del gruppo – composto per il resto da cittadini di nazionalità romena e albanese – avrebbe partecipato ad alcuni dei sopralluoghi che hanno preceduto il colpo, si sarebbe occupato di organizzare il furto dei Fiat Fiorino della lavanderia industriale Nivea di Porto Torres, avrebbe individuato la campagna di Sa Segada, a poca distanza dall'aeroporto, dove i malviventi hanno abbandonato i due furgoncini e il bancomat completamente ripulito, e avrebbe offerto ai suoi complici una base dove incontrarsi per pianificare l'operazione e per ritrovarsi una volta messa a segno la rapina.
Dalle prime risultanze delle indagini coordinate dalla Procura di Sassari, sarebbe proprio quello il luogo verso cui i malviventi erano diretti quando sono stati fermati, a più riprese, nella zona del litorale di Platamona. Il commando è entrato in azione all'1.47 del mattino di sabato e ha completato il blitz in poco meno di tre minuti. Dopo essersi creati un varco eliminando uno dei blocchi in cemento che impediscono l'accesso delle auto all'ingresso dell'aerostazione, i malviventi hanno distrutto una delle porte scorrevoli a colpi di ascia, la stessa arma poi utilizzata per mettere in fuga la guardia giurata, e hanno portato dentro l'aeroporto uno dei furgoncini. Hanno legato il bancomat al mezzo, hanno messo in moto e l'hanno sradicato da terra, trascinandolo fuori dalla struttura per diverse centinaia di metri. Solo una volta affiancato l'altro furgone, i rapinatori hanno caricato il bancomat sul mezzo di trasporto e sono scappati. La loro fuga è durata poco. Dopo l'allarme dato dagli agenti della Polizia di Stato che prestavano servizio in aeroporto, è partita l'indagine coordinata che ha permesso ai carabinieri di rintracciarli e di recuperare la refurtiva, che ammontava all'incirca a 100 mila euro.







