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Prove generali di mobilitazione stamattina a Oristano per provare a stoppare il decreto legge che prevede il taglio della Prefettura oristanese e il suo accorpamento a quella di Nuoro.
Al sit-in, organizzato davanti agli uffici della Prefettura in via Beatrice d'Arborea dalle Confederazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil, ha risposto qualche centinaio di cittadini, in larghissima parte lavoratori della Funzione pubblica e sindacalisti di tutte le categorie, ma anche qualche sindaco del territorio, qualche amministratore comunale, consiglieri regionali e provinciali.
Tutti d'accordo sul fatto che in gioco non ci sono soltanto poche centinaio di posti di lavoro ma il futuro stesso di un territorio che rischia realmente l'emarginazione. "Se passa la soppressione della Prefettura, poi saranno ridimensionati anche tutti gli uffici statali del territorio", ha spiegato Rosa Setzu, segretario provinciale della Funzione Pubblica della Cgil aprendo nella sala conferenze della Prefettura l'assemblea che ha concluso la manifestazione di protesta. "Se la motivazione del taglio è quella del risparmio, ha spiegato ancora Rosa Setzu, noi sosteniamo che sono possibili altre forme di risparmio che si possono e si devono realizzare senza misure lesive per i cittadini".
I tempi, comunque, come hanno evidenziato diversi interventi, sono strettissimi e c'è anche il rischio che possa essere già troppo tardi. Il decreto del Governo Renzi che assieme a quella di Oristano taglia anche altre 22 Prefetture in tutta Italia, sarebbe infatti già sul tavolo del Presidente della Repubblica per la firma che lo renderebbe operativo. "Siamo nelle sue mani", ha detto un dipendente civile della Questura, Davide Sarais, spiegando che il capo dello Stato avrebbe il potere di fermarlo appellandosi a una legge che non prevede la mobilità dei lavoratori se la nuova sede di lavoro dista più di 50 chilometri dalla sede di provenienza come nel caso di Oristano e di Nuoro. In attesa della definizione di un programma di iniziative unitarie, la prima proposta è quella di una manifestazione di protesta a Cagliari sotto gli uffici del Consiglio regionale il giorno in cui sarà discussa la mozione presentata dai consiglieri del territorio.