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Il mercato chiede carne di pecora di qualità, lo rivela uno studio dell'Associazione regionale allevatori Sardegna (Aras). "A livello mondiale cresce la richiesta ed insieme le aspettative positive sull'andamento dei prezzi – sostiene il direttore dell'Aras, Marino Contu -. Entro il 2050 i Paesi emergenti ed in via di sviluppo dovrebbero acquistare il 65% in più di carne. Ma anche in Italia, dove la carne ovina è la meno consumata, ne importiamo un terzo. Il consumo pro capite è, infatti, di 1,200 kg, mentre la produzione si ferma a 800 grammi". Lo studio è stato condotto dai tecnici Antonio Natale e Paolo Oppia.
I flussi commerciali sono in crescita sopratutto verso la Cina ed il Medio Oriente: "In particolare si guarda con attenzione il mercato musulmano – spiega Natale – dove è vietato il consumo di carne di maiale ed uno dei più grandi mercati è quello dell'agnello e del montone. Inoltre i Paesi in via di sviluppo sono i più appetibili in quanto il consumo di carne è tra gli alimenti più legati al livello di reddito".
"I maggiori esportatori mondiali di carne ovina – ricorda Oppia – sono l'Australia e soprattutto la Nuova Zelanda.
Rappresentano l'85% delle esportazioni anche se il loro mercato è in flessione per via della siccità e della concorrenza al pascolo dei bovini. Altri esportatori sono Uruguay, Argentina, Cile, Macedonia e Islanda". Ma possibilità di crescita si registrano, da una attenta analisi del mercato, anche in Italia "nonostante il mercato interno sia instabile e negli anni si sia registrata una riduzione del consumo di carni ovine, oltre – ricorda il presidente dell'Aras, Sandro Lasi – ad un consumo ancora legato alle tradizioni pasquali e natalizie. Da qui la possibilità di nuovi spazi commerciali anche nazionali come del resto dimostra il successo che sta riscuotendo l'agnello gallese Igp. Grazie al marchio e a una buona campagna di marketing l'agnello gallese è in controtendenza rispetto al mercato, registrando un aumento delle vendite. Solo in Italia se ne sono esportati nel 2014-15 6.500 tonnellate".
"L'Italia – chiude il direttore dell'Aras – è il terzo importatore di carne ovino dopo la Francia e il Belgio. Per questo dobbiamo essere fiduciosi e investire sul nostro agnello sardo Igp".