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La Procura di Tempio Pausania vuol fare chiarezza sull'abbattimento del ponte di via Vittorio Veneto e ha disposto l'acquisizione degli atti, in vista anche di un'eventuale apertura di un'inchiesta sugli allagamenti e i danni che hanno interessato la città di Olbia. Secondo quanto appreso, è stata richiesta l'acquisizione di una relazione riguardante il ripristino del ponte sul rio Siligheddu, danneggiato durante l'alluvione del 2013 e ripristinato due mesi dopo con fondi straordinari della Protezione civile e riaperto al traffico a dicembre del 2013.

"Una situazione bizzarra e illogica".
In questi termini il sindaco Gianni Giovannelli risponde alle polemiche sollevate all'indomani della demolizione del ponte sul rio Siligheddu, in via Vittorio Veneto, ricostruito nel 2013 dopo il passaggio del ciclone Cleopatra.
"Allora il ponte non aveva subito danni strutturali e si era provveduto al ripristino della strada e delle passerelle", ha detto il primo cittadino nel corso di una conferenza stampa. "Un ponte insufficiente a smaltire il flusso dell'acqua – ha chiarito Giovannelli – Sin dal 2013 avremmo dovuto realizzare un altro tipo di intervento, però ci fu detto dalla Struttura commissariale della Protezione civile che si poteva intervenire nel ripristinare le opere ex ante. In quel caso ci è stato risposto con una certa rigidità e illogicità".
Non ci sta il sindaco e la sua amministrazione e venir messa sotto accusa dopo aver ordinato l'abbattimento del ponte. "Ieri – ha spiegato Giovannelli – si è verificato un fatto straordinario, il ponte con i tubolari ha manifestato i suoi limiti e la difficoltà a smaltire le acque del rio Siligheddu.
In una condizione contingente e urgente, e d'intesa con il Prefetto, ho così deciso per la demolizione". L'intervento, ha precisato il sindaco, non si è potuto eseguire prima "perchè mancava la contingenza".
Il primo cittadino ha poi ricostruito l'iter delle procedure, avviate due anni fa, per la messa in sicurezza del territorio di Olbia dal rischio idrogeologico, denominato "Piano Mancini", che prevede la demolizione di opere 'incoerenti' e la costruzione di vasche di laminazione per il contenimento delle acque piovane.
"La burocrazia ingessa un progetto importante per la nostra città – ha detto Giovannelli – Ci hanno criticato perché volevamo correre nell'approvazione del Piano, ma dopo due anni si è manifestata la stessa situazione del ciclone Cleopatra. La fretta è giustificata dalla definizione di tempi rapidi per dare risposte al nostro territorio. E' urgente sburocratizzare le procedure e unificare del momento decisionale".
Non vuole fare polemiche, ma alle domande dei giornalisti il sindaco ammette che "il Governo aveva promesso il superamento del patto di stabilità per la costruzione delle opere di mitigazione, e non l'ha fatto". "Quel patto va rivisitato – è la richiesta forte del presidente del Consiglio comunale Vanni Sanna – così come vanno sburocratizzate le procedure di appalto per gli interventi in programma e il ristoro, con fondi statali, per cittadini e imprese".