"L'alluvione era nelle logica delle cose e la gente deve sapere che, se si manda avanti il piano Mancini, Olbia sarebbe devastata". Lo ha detto il presidente del comitato di salvaguardia idraulica, Felice Catasta, che si oppone al progetto che prevede la realizzazione di vasche di laminazione, per il quale il governo ha promesso 16 milioni di euro spendibili sin da subito, come ribadito ieri sera a Olbia dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. E mentre in città si inizia a fare la conta dei danni, con le scuole ancora chiuse, e la popolazione sotto un timido sole spala ancora fango per ripulire le case e le strade allagate, il comitato popolare che si oppone al 'Piano Mancini', ha illustrato stamani in una conferenza stampa le motivazioni per sostenere un progetto alternativo che prevede la realizzazione di due canali scolmatori che, intercettando le acque a monte del centro abitato, scaricherebbero la piena in mare. "Queste enormi vasche che sorgeranno nel centro abitato – ha affermato Catasta – modificheranno il microclima, ci sarà una proliferazione di zanzare con problemi di carattere igienico e sanitario, senza contare che in altre realtà questo genere di opere sono diventate delle discariche a cielo aperto". Catasta ha inoltre evidenziato criticità riguardanti gli espropri. "Gli ettari interessati sono 95 e – ha aggiunto – in alcuni casi si va a penalizzare le imprese, come nel caso della vasca da realizzare in località Putzolu, dove c'è un'azienda agricola che, oltre a produrre carni di qualità, utilizza gli escrementi del bestiame per produrre materiale edile. Un caso di eccellenza presentato all'Expo di Milano".
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Comitato cittadini: "Alluvione? Era logica"







