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Dalle tabelle ufficiali sulla spesa sanitaria in Sardegna si evince che, a partire dal 2009, il trend di spesa è sostanzialmente in crescita, con un'inversione di tendenza nel 2015, dove il conto economico è pari a 3.190.250.000 euro con un -1,84% rispetto al 2014.
"Inversione ancora più significativa se si pensa che nel 2015 la spesa sanitaria cresce di 60 milioni di euro per effetto dei farmaci per l'epatite C: senza questo costo il decremento sarebbe stato di oltre il 3%, quindi 90 milioni – afferma l'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru – Quindi, nel 2015 per la prima volta negli ultimi cinque anni, la spesa decresce sensibilmente".
Secondo i dati diffusi dall'assessore nel 2008 la spesa sanitaria era pari a 2.829.230.000 euro, nel 2009 a 2.991.610.000 euro con un incremento del 5,74% e nel 2010 si arriva a superare i 3 miliardi con un ulteriore aumento del 2,74%. Spesa crescita, ma di minore impatto, anche nel 2011 (3.133.791.000, +1,96%) e nel 2012 3.164.350.000, +0,98%).
Stesso discorso per i due anni successivi: nel 2013 si sfonda il tetto dei 3,2 miliardi di euro (+1,60%) e nel 2014 si sfiorano i 3,250 miliardi di euro con un +1,09%.
"Non dimentichiamo – conclude Arru – che i bilanci sanitari sono di norma composti per 1/3 da spesa per il personale e per i 2/3 da spesa per acquisto di beni e servizi, spese per loro natura incomprimibili: per ridurre la spesa per l'acquisto di beni e servizi, occorre attendere la scadenza naturale di un contratto di appalto, sennò si va in contenzioso e la spesa cresce anziché ridursi".