Deciderà il 9 novembre il Gup del Tribunale di Cagliari sulla richiesta di rinvio a giudizio dell'ex presidente del Cagliari, Massimo Cellino, dell'ex sindaco di Quartu Sant'Elena (Cagliari), Mauro Contini, e di altre nove persone coinvolte nell'inchiesta sulla costruzione dello stadio di Is Arenas, formulata dal pubblico ministero Enrico Lussu.
Oggi durante l'udienza preliminare è stata presentata la richiesta di patteggiamento a due anni di reclusione con pena sospesa da parte del dirigente comunale Pierpaolo Gessa, mentre hanno chiesto di poter essere processati in abbreviato Grosso, Caria e Masala. Il pm Lussu, titolare dell'inchiesta sui presunti abusi commessi per la realizzazione dello stadio che per un breve periodo ha ospitato le partite del Cagliari quando il Sant'Elia era inagibile, ha confermato la richiesta di rinvio a giudizio di tutti: oltre a Cellino e all'ex primo cittadino Contini, sono finiti nell'inchiesta anche l'ex assessore di Quartu, Stefano Lilliu, i dirigenti dello stesso Comune, Andrea Masala e Pierpaolo Gessa, l'imprenditore Antonio Grussu, oltre a progettisti e geometri comunali e della ditta che si occuparono dei lavori.
Le ipotesi di reato vanno dal tentato peculato, al falso, alle violazioni urbanistiche e ambientali. L'inchiesta sulla realizzazione dello stadio scattò nel 2012 e a novembre portò all'arresto del dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Quartu, Pierpaolo Gessa, del dirigente dell'Edilizia privata dello stesso Comune, Andrea Masala, e dell'impresario Antonio Grussu. A febbraio del 2013 le manette scattarono anche per l'allora presidente del Cagliari. Per una delle contestazioni minori della Procura, ovvero l'aver sollecitato i tifosi a presentarsi allo stadio per la partita Cagliari-Roma nonostante il divieto ordinato dal Prefetto, Cellino ha chiesto l'oblazione. Il Gup deciderà il 9 novembre.







