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Il processo-bis per il sequestro di Titti Pinna potrebbe avere conseguenze gravi per padre Pinuccio Solinas, il frate francescano compaesano dell'ex sequestrato, che nelle primissime fasi del rapimento si era attivato come emissario dei familiari per cercare di riportarlo a casa.
Il pubblico ministero della Dda di Cagliari, Giberto Ganassi, ha affidato alla corte la valutazione della sua posizione e la trasmissione degli atti per un'eventuale incriminazione per falsa testimonianza in riferimento al dialogo avuto con il comandante dei Ros, Alfonso Musmeci. Una settimana dopo il rapimento, padre Solinas aveva incontrato vicino al passaggio a livello di Mulargia gli emissari dei sequestratori, che avevano fatto una prima richiesta di riscatto. La trattativa si era però arenata e il francescano era uscito di scena.
Diverse udienze fa Musmeci aveva raccontato che padre Solinas, messo alle strette, aveva rivelato che a metterlo in contatto con gli emissari fosse stato Giovanni Maria "Mimmiu" Manca, 53 anni, nuorese ma da tempo trapiantato a Bonorva.
Proprio da quella rivelazione era partita l'inchiesta-bis della Dda di Cagliari. Incalzato dal pm Ganassi, padre Solinas negò in aula la rivelazione fatta al comandante dei Ros.
Intanto il processo riprende tra due settimane: il 16 e il 23 novembre la parola ai legali della difesa, Salvatore Asole e Gian Marco Mura. Il 30 novembre le repliche.