Circa un migliaio di manifestanti in corteo a Cagliari contro l'esercitazione Nato Trident Juncture, che ha coinvolto anche anche il poligono di Teulada, e contro le basi militari nell'Isola, organizzata dalla Tavola Sarda della Pace. Soprattutto appartenenti alle varie associazioni pacifiste, che si schierano contro le servitù militari, si sono radunati in piazza Garibaldi e sono partiti in corteo verso la sede del Consiglio regionale.
Nel corteo anche esponenti politici fra cui l'assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu, il consigliere regionale Francesco Agus (Sel), il senatore Roberto Cotti (M5s) ma tanti altri politici stanno arrivando per aderire alla manifestazione. Il corteo, che procede pacificamente, è preceduto da striscioni tutti con frasi e slogan contro la guerra e le esercitazioni: "Fermiamo Trident e le basi", ma anche con i megafoni viene urlata la protesta "Fuori la Nato dalla Sardegna".
"Sono un cittadino che partecipa a una marcia per la pace, contro la guerra", lo ha detto l'assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu, che ha partecipato al corteo contro le esercitazioni e le servitù militari in Sardegna. "Sono convinto che ci sia un eccesso di servitù – ha spiegato – bisogna riconvertire ad usi sociali e collettivi con la gradualità del caso e con determinazione i territori. Partecipavo a queste manifestazioni quando facevo il presidente dell'Anci e il sindaco. Adesso che ricopro questo ruolo di assessore la mia posizione non cambia".
È arrivato sotto la sede del Consiglio regionale il corteo pacifico contro le servitù militari e contro l'esercitazione della Nato Trident Juncture in corso di svolgimento a Cagliari. Fra i primi a prendere la parola è stato don Ettore Cannavera che, nel suo intervento, ha ricordato anche l'aereo carico di bombe partito pochi giorni fa dalla Sardegna. "Le bombe servono solo per uccidere – ha detto il sacerdote – se non manifestiamo siamo complici delle morti che provocano". Ha poi sollecitato i politici regionali a uscire fuori dal Palazzo ed a partecipare alla manifestazione: "Dovete venire fuori a manifestare altrimenti sarete complici di quanto sta accadendo e sarete giudicati quando chiederete il voto. Noi non ci stiamo".
"Una manifestazione colorata e partecipata per ribadire senza distinzione di sigle di partito che vogliamo avere il diritto di capire come viene utilizzato il nostro territorio", lo ha detto il consigliere regionale di Sel Francesco Agus che ha preso parte alla manifestazione organizzata a Cagliari dalla Tavola Sarda della Pace. "Il Consiglio regionale sul tema basi militari e servitù ha preso posizione all'inizio della legislatura – ha evidenziato Agus – credo che sia necessario adesso arrivare ai primi risultati. La battaglia alle servitù non si misura con slogan o con manifestazioni ma sui metri quadri e metri cubi di servitù che devono essere restituite ai cittadini al più presto".
Si è conclusa nella tarda mattinata senza incidenti la manifestazione organizzata dalla Tavola Sarda per la Pace contro l'esercitazione Nato Trident Juncture attualmente in corso, anche nel base militare di Teulada, e contro le basi militari nell'Isola. Circa mille le persone hanno deciso di scendere pacificamente in piazza per dire no alla guerra e alle servitù militari, molti appartamenti alle circa 40 sigle, associazioni ma anche sindacati, che hanno organizzato la manifestazione.
Tanti anche i cittadini, molti i politici fra i quali anche il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, l'assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu, consiglieri regionali, il segretario del Partito dei sardi Franciscu Sedda. I manifestanti si sono radunati in piazza Garibaldi. Il corteo con striscioni e megafoni ha attraversato via Sonnino, viale Colombo, piazza Deffenu e infine una parte di via Roma sino a raggiungere la sede del Consiglio regionale. Durante il percorso, accanto ai cori contro la guerra e le esercitazioni, un gruppo di giovani studenti ha acceso un paio di fumogeni e qualcuno ha urlato slogan contro le forze di polizia, ma non si sono comunque registrati problemi.
Raggiunto il Consiglio, sotto la pioggia, gli appartenenti alle associazioni che hanno aderito all'iniziativa hanno preso la parola facendo il punto sulla situazione delle servitù militari in Sardegna e ribadendo a chiare lettere il loro dissenso.







