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I 1.200 posti di Telecom in Sardegna non sono a rischio ed il comparto dei call center, un settore nell’Isola da ottomila posti di lavoro, regge. Anche se magari servono più garanzie per la stabilità dei contratti. È quanto emerso questa mattina dalle parole del segretario nazionale della Fistel Cisl, telecomunicazioni, Vito Antonio Vitale, intervenuto al consiglio generale nella sede cagliaritana di via Ancona. Dalla riunione anche un avvertimento alla Regione: più attenzione alle telecomunicazioni per sfruttare al massimo le potenzialità del settore.
Sul caso Telecom e sulle vicende societarie: “Il contratto di solidarietà – ha spiegato Vitale – mette al riparo l’occupazione. Anzi questo periodo può essere l’occasione per programmare e creare i presupposti per ulteriore occupazione”.
Sui call center non si segnalano casi particolarmente critici nell’Isola: “Certo – ha spiegato Vitale – stiamo parlando di un settore fluttuante, molto dipendente dalle commesse. Ma si sta ragionando a livello nazionale su emendamenti per cercare di rafforzare la stabilità dei posti di lavoro. Delle correzioni che vanno studiate attentamente”. Dalla segreteria locale però arriva un richiamo alla Regione: “Stiamo lavorando – spiega la segretaria regionale Oriana Putzolu – per superare le precarietà che spesso contraddistinguono il settore del call center. Ma occorre che la Regione si impegni sempre di più per sfruttare al meglio le potenzialità di un comparto che non inquina e non crea disastri ambientali. Per questo chiederemo l’apertura di un tavolo di confronto con l’amministrazione. Stiamo parlando di un settore in cui per fortuna possiamo essere come e più degli altri perché non esiste il problema della continuità territoriale”.