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Sarà di circa 67milioni di euro l'impatto, positivo, della legge di stabilità su oltre 100mila imprese sarde sotto i 20 addetti. È l'effetto della riduzione del prelievo fiscale e della diminuzione del costo del lavoro. I conti li ha fatti l'Ufficio Studi di Confartigianato secondo il quale, a livello provinciale, la legge impatterà sugli imprenditori di Cagliari per 24,2 milioni di euro, 13 per quelli di Sassari, 8,9 per Olbia-Tempio, 6 per Oristano, 5,9 per Nuoro, 3,9 per Carbonia-Iglesias, 3,3 per il Medio Campidano e 2,1 per l'Ogliastra.
"Tutto quello che va nell'ottica della riduzione delle tasse, del costo del lavoro e della burocrazia è sempre ben accetto e da lodare a patto di non tagliare i servizi utili – commenta Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – certamente queste non sono cifre che potranno determinare la sopravvivenza o meno di una impresa, però rappresentano un importante segnale di attenzione verso i settori produttivi. Essendo un disegno di legge, e quindi ancora in discussione – continua – chiediamo ai nostri parlamentari di migliorarlo e magari di raddoppiare la cifra che le attività produttive isolane potranno risparmiare".
"Finalmente – sottolinea il segretario regionale di Confartigianato Imprese Sardegna, Stefano Mameli – troviamo inserite le richieste sollecitate più volte dalla nostra associazione per gli appalti pubblici, per esempio quelle relative al mercato elettronico gestito da Consip che si apre anche alle attività di manutenzione, svolte prevalentemente da piccole imprese, che da 'servizi' diventano quindi qualificabili come 'lavori pubblici e non'".