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Sos delle agenzie formative al presidente della Regione: mancano venti milioni di euro per la vecchia programmazione e non si parla ancora di quella nuova.
Senza i fondi si rischia il collasso e ci sono solo 38 giorni di tempo per porre rimedio. Le possibili conseguenze? Per ora si registrano ritardi anche di tre o quattro mesi nei pagamenti di insegnanti e corsisti. Poi, nell'immediato futuro, gli effetti più drastici: sospensione e o riduzione dell'attività e lettere di licenziamento per il personale. È l'allarme lanciato da 25 delle agenzie formative che operano in Sardegna: un pianeta (con riferimento al triennio 2013-2015) di quasi 550 dipendenti più 12.016 tra formatori e fornitori, 47.245 utenti, 398 sedi formative, 4337 corsi, un milione e mezzo di ore formative erogate.
Prima richiesta: un incontro con il presidente della Regione Francesco Pigliaru. "Siamo in una situazione di emergenza – ha spiegato Barbara Spignesi, una portavoce del coordinamento – per la prima volta pubblicamente ci uniamo per trovare delle soluzioni. Stiamo parlando di un settore considerato fondamentale anche dall'Ue per l'avvicinamento al lavoro".
Bisogna fare in fretta: fondi e adempimenti burocratici devono essere a disposizione entro il 31 dicembre. Il vero problema è legato ai soldi in arrivo: a volte bloccati, a volte in ritardo.
I problemi, nello specifico, riguardano i pagamenti della spesa della misura denominata Por Fse 2007-2013 e l'avvio della programmazione 2014-2020. "Il rischio – ha aggiunto Spignesi – è quello vengano a mancare le attività sul territorio. Con la negazione per gli utenti del diritto a ottenere delle competenze". Risolvendo i problemi della vecchia programmazione – spiega il coordinamento – si può guardare al futuro con più serenità. "C'è bisogno di una programmazione adeguata per rispondere ai bisogni dei giovani – ha sottolineato Antonio Demontis, un altro dei portavoce del coordinamento – in un contesto fatto di dispersione scolastica e di competitività delle aziende. Occorrono interventi tempestivi, bisogna dare gambe a questa programmazione. Noi chiediamo solo di poter fare bene e sempre meglio questo servizio". Il documento è già stato inviato a Pigliaru e Giunta cui si chiede "impegno straordinario per garantire una accelerazione dei pagamenti, tutti con procedura d'urgenza". 

"I professori che governano la Sardegna destinano i fondi solo alle proprie università e l'intero sistema della formazione professionale è sempre più a rischio collasso", così Paolo Truzzu, consigliere regionale di Fratelli d'Italia chiede un immediato intervento da parte dell'assessore del Lavoro, Virginia Mura, nel giorno della denuncia delle agenzie di formazione che hanno lamentato il pagamento delle spettanze arretrate.
"Gli istituti sono imbrigliati nella morsa dell'assistenza tecnica regionale che, invece di aiutarli e semplificare le procedure, li costringe in lungaggini burocratiche che rendono biblici i tempi di pagamento – osserva -. Strozzati da un indebitamento continuo, le strutture vivono nella seria difficoltà, se non nell'impossibilità, di pagare gli stipendi ai dipendenti".
"Particolarmente preoccupante – per l&rsquoesponente di Fdi – è come i fondi messi a disposizione dalla Giunta in questi 15 mesi, invece di aiutare il sistema della formazione in crisi, vadano pressoché esclusivamente verso università e altri enti o società regionali, alcune delle quali addirittura in liquidazione". "Se l'intero sistema così come è organizzato non piace e non va bene la Regione dovrebbe avere il coraggio di dirlo e di proporre soluzioni alternative, affinché non si ritorni ai tempi bui della Giunta Soru – conclude Truzzu -. Nessuno si dimentichi che in gioco non ci sono dei freddi numeri, ma la vita e il futuro di tanti giovani e lavoratori".