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Ritorna a Cagliari il mese dei diritti umani, campagna di sensibilizzazione proposta dal Comitato sardo Opg. Trenta giorni di iniziative dal 10 novembre al 10 dicembre, data per ricordare la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani da parte dell'assemblea generale delle Nazioni unite. Motto di quest'anno una frase di Stefano Rodotà: "I diritti fondamentali si pongono a presidio della vita che in nessuna sua manifestazione può essere attratta nel mondo delle merci". Coinvolte, come nelle scorse edizioni, una trentina di organizzazioni.
Primo giorno dell'iniziativa dedicata al diritto allo studio con un focus sui nuovi parametri dell'Isee che, secondo le rivendicazioni delle associazioni universitarie (Unica 2.0 e Cia), solo a Cagliari hanno escluso oltre mille ragazzi dalle borse di studio. Non solo accesso al sapere, ma anche diritti dei bambini, sostenibilità del territorio, educazione civica, sensibilizzazione sull'introduzione del registro dei tumori.
Altri temi: disabilità, immigrazione, riforma psichiatrica. "Non è cambiato nulla – ha detto Roberto Loddo, uno dei coordinatori delle iniziative – in questi anni soprattutto per gli ultimi.
Pensiamo anzi che in tanti settori le cose sono addirittura peggiorate: pensiamo ad esempio al tema della salute mentale".
Iniziative anche ad Assemini a dicembre con la mostra delle tavole del Fumetto intercultura Women story della graphic journalist Takoua Ben Mohamed. "Un'altra questione che vogliamo sollevare – ha aggiunto Loddo, ricordando i fogli di via legati alla manifestazione contro basi e esercitazione Trident Juncture 2015 della Nato – è quella del diritto del dissenso". L'Anpi, associazione nazionale partigiani, organizza tre eventi anche in occasione del centesimo anniversario della prima guerra mondiale. Spazio anche al dramma della disoccupazione con la presentazione del libro "Senza futuro, storie vere di chi ha perso il lavoro e la speranza di vivere".