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Conto alla rovescia anche in Sardegna per i circa 1500 insegnanti della cosiddetta Fase C: domani alle ore 16 sapranno, attraverso una comunicazione del ministero dell'Istruzione, se ci sarà spazio anche per loro nella 'Buona scuola' del governo Renzi. A disposizione in Sardegna ci sono 1.676 posti di ruolo, ma l'assegnazione è nazionale e non è detto che tutte le caselle vuote del potenziamento debbano essere ricoperte da professori e maestri residenti nell'isola.
Fra le tante indiscrezioni circolate nei mesi scorsi c'è anche quella che prevede l'assegnazione dei posti effettuata tenendo conto delle province indicate prioritariamente dai docenti. Un criterio che in qualche modo risponderebbe alle esigenze degli insegnanti che chiedono di non dover emigrare in una sede lontana da casa, Ma per la ufficialità bisogna aspettare domani pomeriggio. Tutti accontentati? Questo è il problema. Il dubbio rimane perché chi non è entrato nella Fase B ed è stato rimandato allo step successivo, la scorsa estate ha ricevuto un messaggio che subordina l'assunzione al limite della disponibilità dei posti. Nelle settimane scorse sono stati pubblicati i numeri con i decreti dell'Ufficio scolastico regionale (Usr), provincia per provincia e con la ripartizione anche delle classi di concorso.
In provincia di Cagliari gli insegnanti chiamati saranno 769, a Nuoro 268, a Oristano 155 e a Sassari 484. La suddivisione dei posti comuni (non di sostegno): 530 per la scuola primaria, 215 per la secondaria di primo grado e 769 per la scuola secondaria di secondo grado, compresi gli insegnanti tecnico-pratici. I decreti – si legge nei documenti emanati dall'Usr – hanno tenuto conto di diverse peculiarità locali. Tra queste le caratteristiche orografiche dell'intero territorio regionale e la diffusione tra le province sia del fenomeno della dispersione scolastica sia di aree a forte processo immigratorio. Il decreto tiene conto anche della richiesta di attivazione di indirizzi musicali nelle scuole secondarie di primo grado e dell'opportunità di promuovere l'educazione finanziaria e della legalità in considerazione dei numerosi protocolli sottoscritti con l'Agenzia delle Entrate, le prefetture e varie forze dell'ordine.