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Gestiva il traffico di droga telefonicamente anche mentre era detenuto a Panama Albino Portoghese, 46 anni, il presunto boss del quartiere Sant'Elia, ex capo degli ultras del Cagliari – sabato scorso era alla partita allo stadio – arrestato questa mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Cagliari per associazione a delinquere finalizzata al traffico nazionale e internazionale di stupefacenti.

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Al centro di diverse inchieste sempre legate alla droga, Portoghese aveva trascorso un periodo in carcere a Panama dove si era rifugiato per sfuggire alla cattura, e da lì continuava a gestire il traffico. Recentemente Portoghese è stato anche destinatario di un provvedimento di sequestro di beni per 2,7 milioni di euro. Con lui nell'operazione scattata oggi all'alba, sono finiti in carcere Roberto Brughitta, 33 anni, Marco Cadeddu, 35, Stefano Corda, 28, Luca Mascia, 44, e Enrico Uda, 43. Ricercate due persone che risiedono all'estero. Ai domiciliari, invece, Maria Caterina Gessa, 51 anni, moglie di Albino Pirtoghese, Maurizio Cadeddu, di 32, Roberto Mainas, 38 e Federico Marcia, 29.
Al vertice dell'organizzazione criminale, secondo quanto accertato dai carabinieri, ci sarebbero stati Albino Portoghese, Marco Cadeddu e, in fasi successive, uno dei ricercati ed Enrico Uda. La banda avrebbe rifornito di droga – soprattutto hascisc – tutta la provincia di Cagliari, facendo arrivare dalla Spagna, dopo l'acquisto in Marocco, cento chili ogni 30-40 giorni.
Nessuno di loro però si sarebbe occupato della vendita al dettaglio, ma solo all'ingrosso, evitando così il rischio di essere individuati. Sequestrati complessivamente nel corso delle indagini, scattate nel febbraio 2013, 650 chili di hascisc per un giro d'affari annuale compreso tra i 7 e i 10 milioni di euro.