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Novantotto persone morte in Sardegna nel 2014 per incidenti stradali: la metà delle croci nelle arterie delle province di Cagliari (25) e Sassari (24). In Ogliastra il minor numero di decessi: appena tre. Nell'isola i sinistri lo scorso anno sono stati 3.492 con 5.311 feriti.
Rispetto all'anno precedente si registra un decremento degli incidenti (-4,7%) e dei feriti (-3,9%), in linea con le variazioni rilevate nell'intero Paese (rispettivamente -2,5% e -2,7%).
Netta, invece, la flessione del numero di vittime della strada (-20,3%) più significativa di quella nazionale (-0,6%).
La Sardegna si posiziona tra le regioni che hanno registrato una diminuzione superiore alla media: nel 2014 le morti si sono ridotte del 53,8% rispetto al 2001. Sono alcune delle cifre del Focus sugli incidenti stradali pubblicato dall'Istat. Le strade più pericolose? La mortalità – si rileva dall'analisi – rimane alta lungo la statale 131, sulla Diramazione centrale nuorese (Dcn)e sulla statale 126 tra i comuni di San Giovanni Suergiu e Fluminimaggiore, nel Sulcis Iglesiente.
L'indice di mortalità passa fra il 2010 e il 2014 da 3,7 a 1,3 per la provincia di Olbia-Tempio, migliore performance, e da 1,9 a 7,4 nella provincia di Carbonia-Iglesias, che evidenzia le maggiori difficoltà. Più alto il numero degli incidenti in cittá. Ma le tragedie avvengono per la maggior parte nelle strade extraurbane. La quota più elevata di incidenti si registra lungo un rettilineo sia sulle strade urbane (39% del totale) sia su quelle extraurbane (42%). La più alta concentrazione degli incidenti si è avuta nel periodo primaverile ed estivo, in coincidenza con la maggiore mobilità legata a periodi di vacanza. Tra maggio e settembre si contano 1.615 incidenti (il 46,2% del totale dell'anno) in cui hanno subìto lesioni 2.459 persone (46,3%) e 41 sono decedute.
Circa il 76% degli incidenti è avvenuto tra le 8 e le 20, ma l'indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 4 e le 5 del mattino (11,1 morti ogni 100 incidenti) e tra le 2 e le 3 di notte (8,6). Il venerdì e il sabato si concentrano quasi il 44% degli incidenti notturni, il 39,1% delle vittime e il 44,8% dei feriti nelle ore notturne.
L'indice di mortalità degli incidenti notturni è in media pari a 5,3 decessi ogni 100 incidenti, contro 2,8 registrato in totale.