Si è appena concluso l'incontro al Ministero dello Sviluppo sulla vertenza Alcoa e sul costo dell'energia al quale sono legati i destini di molte aziende sarde, fra cui appunto l'Alcoa. All'incontro era presente il Ministro Federica Guidi e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, oltre a un'ampia delegazione sindacale. Il Ministro ha annunciato che, come è noto, il potenziale acquirente dello stabilimento di Portovesme ha richiesto di arrivare una procedura di notifica europea sulla questione costo energia, presupposto indispensabile per l'eventuale acquisizione. Ciò ha avviato un confronto da tempo, per ottenere dalla Commissione Ue una misura di superinterrompibilità per gli impianti industriali per le due Isole (Sardegna e Sicilia), per ridurre il costo energia portandola ad un valore che si collochi al livello più basso fra quelli praticati in Europa. In questi termini, secondo quanto riferisce il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli – la Commissione Europea sarebbe disposta a non più considerare "aiuto di Stato" questi interventi di riduzione del costo dell'energia. La misura e i tempi di durata sono oggetto di negoziazione con la Commissione Europea e, secondo quanto riferiscono i sindacati, si lavora per giungere ad un parere positivo entro il 15 dicembre prima della scadenza dell'accordo in vigore sulla superinterrompibilità.
"Attendiamo – afferma Daniela Piras della Uilm – una nuova convocazione al ministero nella prima metà di dicembre".
Landini. "Non ci sono novità”, il governo ha comunicato che sono in corso le trattative con la Commissione europea. L''obiettivo è un nuovo incontro a dicembre, entro la metà del mese". Maurizio Landini, segretario Fiom, lo dice all'agenzia Dire lasciando la sala dove è in corso la riunione tra sindacati, Regione Sardegna e governo su Alcoa e centrali elettriche sarde a rischio chiusura per via dell''uscita dal novero dell''essenzialità''.
Su Alcoa "il nodo è la posizione della Commissione Ue e la possibilità di fare un provvedimento che non sia considerato quale aiuto di Stato", precisa Landini. "Abbiamo tutti sollevato la necessità che questo avvenga nel rispetto degli accordi realizzati e va anche verificato l''impegno delle multinazionali a tener fede agli impegni presi", conclude.







