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"Le nuove norme europee tengono conto dell'insularità. La battaglia per salvare il sistema low cost deve essere affrontata a Bruxelles, perorando con determinazione la causa sarda e mettendo da parte, almeno per una volta, un atteggiamento notarile rispetto all'Europa, evitando di essere perfino più realisti del re perfino quando non ci sono più i presupposti dell'adagio ce lo chiede l'Europa". Lo afferma, in una nota, Alessandra Zedda, vice capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.
"Senza che nessuno si offenda o risponda in maniera piccata, chiediamo al presidente della Regione di presentare una proposta, con tutti i crismi necessari, con il supporto del Consiglio e dei parlamentari nazionali ed europei e difenderla in sede comunitaria. Faccia la stessa operazione – prosegue l'esponente di Fi – portata avanti con successo dalla Giunta Cappellacci quando, con un governo fortemente contrario, riuscimmo ad ottenere da Bruxelles il riconoscimento delle regioni intermedie, salvando centinaia di milioni per la nostra terra, coinvolgendo le altre Regioni, i capigruppo del parlamento europeo, arrivando fino al commissario Hahn.
L'esperienza della legge regionale 10 oggi è più forte perché, cambiato il quadro, nessuno può ignorare la nostra condizione di insularità e sarebbe singolare se fossimo noi a farlo, con un atteggiamento rinunciatario. Dopo l'incomprensibile abrogazione della continuità per le rotte minori, il mancato controllo di quella per Roma e Milano che, con la tariffa unica varata dalla nostra Giunta, stava dando ottimi risultati, dopo il flop dei bandi varati in questi due anni – conclude Alessandra Zedda – l'eventuale smobilitazione dei voli low cost sarebbe un duro colpo per la nostra isola e in particolare per il settore turistico".