I sindaci dei Comuni chiedono un emendamento alla legge regionale n. 4 del 2015 che ora li obbliga a cedere le proprie reti idriche ad Abbanoa, in caso contrario sono già pronti a richiedere un referendum abrogativo che di fatto cancellerebbe l'ambito unico, l'ente di governo unico e il gestore unico del servizio idrico previsti proprio da quella legge. Il preavviso di referendum è stato lanciato con decisione dal Gasi.
"La Sardegna, che pure ha in materia competenza esclusiva, è la regione italiana che ha fatto la legge più centralista e meno autonomista in materia di servizio idrico", hanno spiegato il presidente del Comitato, Domenico Gallus, ed il segretario Giovanni Ruggeri, rilanciando la richiesta di apportare alla legge le modifiche che consentano ai Comuni che lo chiedono di poter continuare a gestire in proprio il servizio idrico e non intendono in alcun modo aderire a "un gestore unico che ha mostrato tutti i suoi limiti". La richiesta di modifica della legge è già all'attenzione della quarta Commissione del Consiglio regionale, ha ricordato il segretario del Gasi Ruggeri, esprimendo l'auspicio che la questione possa approdare in Aula già nei primi mesi del 2016. Se nel frattempo la Regione dovesse tentare la prova di forza, mandando per esempio i commissari ad acta per l'approvazione delle delibere di approvazione dello Statuto del nuovo ente di governo dell'ambito unico o addirittura la diffida a cedere le reti ad Abbanoa il Comitato è pronto ad avviare subito la richiesta di referendum abrogativo. Sondaggi demoscopici il Comitato non ne ha fatto, ma tra i sindaci interessasti dubbi sul risultato ce ne sono pochi.
Regione Comitato No Abbanoa, pronti a referendum
Comitato No Abbanoa, pronti a referendum







