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Il PalaSerradimigni ha salutato ieri sera l'Eurolega nel peggiore dei modi. Una Dinamo Banco di Sardegna fragilissima sul piano psicologico ha perso contro l'Unicaja Malaga, vera sorpresa del girone, per 77-65.

La Dinamo dei primi minuti è solo una lontana parente della squadra svogliata e inconcludente che domenica ha perso in casa con Trento. Reattiva, concentrata, sfrontata, Sassari si porta subito a +6: 17-11 al 5'. Purtroppo per il PalaSerradimigni, tuttavia, è solo un fuoco di paglia. In men che non si dica riaffiorano tutti gli equivoci tattici, tecnici, atletici e mentali di una squadra senza ancora una sua fisionomia.

Dopo il cambio di allenatore il Banco è una formazione in rodaggio, troppo poco per togliersi almeno una soddisfazione in una competizione che non può attendere. Dopo 10' l'Unicaja è già avanti, 26-23. La Dinamo esce di scena. Nella seconda frazione la tensione difensiva scema definitivamente, al 15' Malaga va sul +6: 38-32. Troppi errori difensivi trasformano la partita in un film che ultimamente il pubblico di Sassari ha visto piuttosto spesso. Si va al riposo sul 48-39.

Al rientro in campo la Dinamo sprofonda una volta per tutte. Al 25' Malaga tocca il massima vantaggio: 58-41. La squadra di Calvani non trova le forze mentali per provare qualcosa che somigli a una reazione. Finisce 77-65 per l'Unicaja Malaga, a Sassari il poco invidiabile record di una vittoria su 19 partite di Eurolega giocate in due anni.