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Il liceo classico-scientifico Euclide di Cagliari è stato occupato dagli studenti che hanno dichiarato la mobilitazione fino al 22 dicembre. La prima rivendicazione della protesta è l’assenza di investimenti nell’edilizia scolastica: “La palestra del nostro istituto è stata dichiarata inagibile dalla Provincia da oltre tre anni a seguito del crollo di alcuni pannelli in cartongesso dal soffitto. Da allora – sostengono i ragazzi – è stata lasciata nel più totale abbandono”.

“Vogliamo raccogliere le macerie di un’istruzione che continua a sgretolarsi giorno dopo giorno” hanno scritto gli studenti in un comunicato, aggiungendo che nella maggior parte degli istituti sardi e italiani la situazione sia gravissima. “C’è un progetto ben preciso di distruzione – hanno aggiunto -. Quello descritto ne “La buona scuola” è un mondo fatato che si scontra pesantemente con una realtà tutt’altro che rosea fatta di presidi sceriffo, di sfruttamento del lavoro minorile a vantaggio dei privati, di tagli al diritto allo studio, di scuole di serie A e scuole di serie B”.

Nell’aula mensa dell’istituto di via Ligas, accanto ad alcuni calcinacci, è stato affisso uno striscione: “Le macerie delle scuole sono lo specchio di un paese ignorante e povero intellettualmente”.

L’allarme edilizia scolastica è stato lanciato anche da Legambiente che ieri ha presentato il rapporto nazionale ‘Ecosistema scuola’ secondo il quale, in media, a quasi il 40% delle 6.310 scuole del Paese serve una "manutenzione urgente", e "il 29,3% sono in aree a rischio sismico". Senza contare che il 65% di queste sono state costruite prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica del 1974, il 10% si trova in aree rischio idrogeologico e il 10,4% in aree a rischio vulcanico. Nell'indagine annuale sulla qualità dell'edilizia, delle strutture e dei servizi scolastici (per infanzia, elementari e medie), si fa anche presente che oggi c'è più "attenzione" verso l'edilizia scolastica, anche se non basta a sanare la situazione. Per Legambiente "la 'buona scuola' ha bisogno di un cambiamento vero"; quello che serve è "una programmazione e un piano pluriennale credibile".