indagini-e-perquisizioni-a-gairo-il-terzo-omicidio-in-un-anno

Proseguono le indagini sull' omicidio di Simone Piras, l'allevatore pregiudicato di 33 anni di Gairo, ucciso ieri sera intorno alle 18.30 mentre rientrava a casa dal suo ovile di Perda Liana. Decine le persone sentite dai Carabinieri durante la notte, tra amici e parenti dell'uomo, e tante le perquisizioni effettuate tra il paese e la campagna. Si è trattato di una vera e propria esecuzione per l'allevatore, sposato e padre di tre bambini: l'uomo che viaggiava sulla provinciale che da Gairo Taquisara porta in località Perda Liana, a bordo del suo fuoristrada Nissan Navara, è stato fermato, forse da una macchina messa di traverso, fatto scendere e giustiziato con una scarica di pallettoni al volto e un'altra al torace e all'addome. Il cadavere di Piras è stato trovato da un passante disteso a terra accanto al suo fuoristrada. L'agguato sarebbe scattato all'imbrunire, quando Piras, come era sua abitudine a quell'ora, si è messo in viaggio sulla provinciale per fare rientro a casa. Sul posto sono giunti il comandante del Reparto Operativo dei Carbinieri di Nuoro, Marco Keten, i militari del Ris, il procuratore della Repubblica di Lanusei Biagio Mazzeo e il sostituto procuratore della repubblica Nicola Giua Marassi, titolare delle indagini. Gli inquirenti indagano su più fronti: si scava nel passato della vittima che aveva precedenti penali per piccoli reati. Una delle piste seguite è quella che porta all'ultimo omicidio a Gairo: quello del 27enne Massimiliano Langiu ucciso nel luglio scorso. Ma prima ancora, ad un altro delitto avvenuto nel novembre del 2014, quando nelle campagne di Gairo Taquisara era caduto sotto i colpi di fucile l'operaio Forestale Aldo Caboi di 63 anni, spirato in ospedale dopo alcuni giorni di agonia. Con Caboi era rimasto ferito anche Fabrizio Ligas, un amico di Caboi di 33 anni. Gli inquirenti cercano di capire se i tre agguati in poco più di un anno siano legati tra loro. Il cadavere di Simone Piras si trova all'ospedale di Lanusei in attesa dell'autopsia che sarà eseguita dall'anatomopatologo Roberto Marcialis. 

"Pensavamo che Gairo si fosse lasciato alle spalle il tunnel della paura, ma ci eravamo illusi: prendiamo atto che siamo ripiombati in una situazione che rischia di essere senza uscita". Così l'ex sindaco Roberto Marceddu, consigliere comunale di opposizione dal giugno scorso, commenta l'ultimo omicidio avvenuto ieri sera nelle campagne del paese, dove è caduto sotto i colpi di pallettone Simone Piras, un allevatore di 33 anni, sposato e padre di tre figli.
E' il terzo delitto in poco più di un anno a Gairo, ripiombato nella paura dei tempi della faida che aveva insanguinato il paese per decenni. Nel 2014 l'inizio della recrudescenza con l'omicidio dell'operaio forestale Aldo Cabioi, di 63 anni, a cui è seguito nel luglio scorso quello di Massimiliano Langiu, un allevatore di 27 anni. I carabinieri del reparto Operativo di Nuoro e quelli della compagnia di Jerzu, coordinati dal sostituto procuratore di Lanusei Nicola Giua Marassi, indagano per capire se vi siano legami tra i tre omicidi. "Spetta alle autorità inquirenti far luce su queste vicende – sottolinea Marceddu – ma ci auguriamo che chi è coinvolto in qualche modo in questo vortice di sangue sappia porre fine a questa triste prassi del 'sangue chiama altro sangue'". "Siamo una comunità – sottolinea l'ex sindaco – ci possiamo dividere in tante cose ma dobbiamo far prevalere la ragione: no a lutti, vedove ed orfani". E ai 'saggi' del paese dice: "agiscano per frenare questa pericolosa deriva".
La salma di Simone Piras si trova ancora all'ospedale di Lanusei in attesa dell'autopsia che sarà eseguita dall'anatomopatologo Roberto Marcialis.