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"Lotta con noi, vince la Sardegna", c'è scritto sullo striscione che i lavoratori dell'ex Alcoa di Portovesme hanno portato sotto al ministero dello Sviluppo economico, dove protestano chiedendo risposte al governo per il futuro dello stabilimento sardo.
Al ministero è convocato per questo pomeriggio un incontro sindacale sul regime di essenzialità elettrica in Sardegna alla quale sono attesi il ministro Federica Guidi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, e il presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru. 

Al presidio partecipano 50 operai ex Alcoa, mentre al tavolo sono presenti le segreterie nazionali e sarde di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Ugl. Al centro del confronto il regime di super interrompibilità energetica in Sardegna, dal quale dipende la riattivazione dello stabilimento di Portovesme.
Non è escluso che il ministro prospetti strade alternative per una soluzione della vertenza. E darà sicuramente conto dei vertici di giovedì e venerdì con Glencore e Alcoa. Nel corso del primo, in particolare, il governo ha proposto alla multinazionale svizzera, unica ad aver siglato lo scorso anno l'intesa per rilevare la fabbrica, quanto offerto dalla Commissione europea, e cioè tariffe agevolate per due anni rinnovabili.
Glencore, da parte sua, ha apprezzato gli sforzi fatti per ottenere la riduzione del costo dell'energia, ma non retrocede dalla sua prima richiesta, cioè i 10 anni di super interrompibilità. Da qui la necessità di prospettare soluzioni alternative.