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Sì alla raccolta fondi salva-rotte per fermare la fuga di Ryanair. Ma bisogna andare oltre l'emergenza impostando un piano di intervento strutturato a lungo termine. È la proposta che parte da Confcommercio sud Sardegna a sostegno delle iniziative dei colleghi del nord dell'isola: domani l'argomento low cost sarà al centro della riunione di giunta dell'organizzazione dei commercianti.

Obiettivo: "trasformare l'iniziativa – spiega il presidente Alberto Bertolotti nel suo profilo Facebook – da una sottoscrizione volontaria ad un vero e proprio progetto di governance di sviluppo regionale". Uno sforzo collettivo. "Non solo quindi le aziende, tutte le aziende e non solo quelle del comparto turismo – sottolinea – devono essere chiamate a contribuire al nuovo progetto di 'Destinazione Sardegna'; non solo la Regione che certamente potrebbe lecitamente sostenere finanziariamente progetti di internazionalizzazione, scambio e promozione (come, per esempio, quello da noi recentemente proposto dei voucher vacanza); non solo gli aeroporti, con gli ammessi interventi di co-marketing, ma anche i semplici cittadini e tutti i sardi che hanno il diritto alla mobilità secondo le proprie esigenze: tutti abbiamo il dovere di essere partecipi nella difesa e rilancio del nostro sistema, inteso nella sua globalità. Un approccio innovativo al quale chiaramente non potranno sottrarsi le Camere di Commercio nè, con il loro contributo in operatività, le associazioni di categoria e quelle dei consumatori".

Tra i traguardi da raggiungere quello di portare nell'isola il turismo che può davvero far crescere la Sardegna. "Svizzera, Germania, Russia, Paesi Scandinavi, Regno Unito – indica Bertolotti – i mercati ricchi sulle medie tratte saranno quindi certamente da privilegiare e mai più quelli che producono come unico effetto il riempimento degli affittacamere abusivi senza lasciare alcuna rilevante traccia economica del loro passaggio".

Massidda. Ryanair in fuga dalla Sardegna. E Piergiorgio Massidda, candidato sindaco alle prossime comunali a Cagliari, punta il dito contro la Giunta regionale. "Si prenda la responsabilità di spiegare ai sardi il perché di questo disastro – dice l'ex senatore – Della perdita di posti di lavoro. Dell'inevitabile riduzione di turisti. Della difficoltà dei nostri emigrati di tornare in Sardegna a prezzi ragionevoli, delle squadre che avranno difficoltà nelle trasferte, dei lavoratori che pagheranno prezzi altissimi per spostarsi".
Le cause? "Questa situazione – argomenta Massidda – è figlia di un mix di incapacità e sottomissione. Incapacità nel trovare nuove soluzioni e ripensare una vera continuità territoriale.
Sottomissione ai partiti con la testa a Roma che hanno tutto l'interesse ad avere la Sardegna isolata. Sembrava fantapolitica pensare che il Pd sostenesse Alitalia a discapito delle low cost, continuo a scartare questa possibilità, ma questa situazione rimane inspiegabile".
Nel mirino dell'aspirante sindaco anche il Comune di Cagliari nel mirino. "Ricordiamoci di ringraziare Massimo Zedda – attacca Massidda – per il suo silenzio connivente con la Giunta del Pd che dà ragione a chi lo accusava di sottomettersi a vecchie logiche di partito pur di salvare la propria candidatura. In questa maniera si danneggiano gravemente i cagliaritani. Per salvare Cagliari bisogna liberarsi dai condizionamenti di partiti che seguono logiche romane e dimenticano i Sardi. Per cambiare le cose bisogna ripartire dalla gente, da un nuovo modo di fare politica, dalle liste civiche e dalla partecipazione popolare".