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Nove pagine in inglese e altrettante in sardo per denunciare alla Corte internazionale di Giustizia e all'Alto commissariato per i diritti umani i 'crimini' di Abbanoa e dello Stato italiano contro il popolo di Sardegna. L'iniziativa è del Governo sardo provvisorio (Guvernu Sardu Provisoriu) costituito nel 2013 dal Movimentu de liberatzioni natzionali sardu e accreditato all'Onu in conformità con l'articolo 96.3 del Primo protocollo di Ginevra del 1977.
La denuncia è firmata dal presidente Sergio Pes e porta la data dell'8 gennaio. Oltre alla Corte internazionale di Giustizia e all'Alto commissariato dell'Onu, la riceveranno anche la Corte europea per i diritti degli uomini e il Comitato internazionale della Croce Rossa. L'azione parte da una premessa: l'acqua è l'elemento fondamentale per la vita di tutti gli esseri viventi e perciò deve essere considerata un diritto essenziale e come tale deve essere garantito a tutti. Questo, invece, secondo il Governo sardo provvisorio, non succede nell'Isola, dove il gestore della rete idrica Abbanoa si sarebbe dimostrato dimostrato incapace e incompetente e si sarebbe macchiato di ripetuti 'crimini' contro l'umanità e di persecuzioni psicologiche nei confronti degli utenti fino al punto di ridurli in schiavitù con la privazione della dignità e dell'igiene.
E per il principio di responsabilità collettiva, lo stesso Governo provvisorio chiede che per i crimini commessi da Abbanoa venga condannata anche la "Repubblica italiana spa per avere governato in Sardegna in difetto di giurisdizione con angherie e ruberie, per aver organizzato gravi illeciti contro la sovranità del popolo sardo e contro l'integrità territoriale della Nazione sarda, per accertamenti fiscali, imposizioni di pagamento e procedure forzose di pagamento di imposte e dazi in nome e per conto dello stato straniero, invasore, razzista e colonialista italiano".