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"Sull'intervento pubblico a favore del comparto aereo la Regione rispetta la normativa nazionale e comunitaria". Lo spiega l'assessore ai Trasporti, Massimo Deiana, alla fine di una giornata di botta e risposta tra maggioranza e opposizione sul caos voli in Sardegna, scatenato dall'intervento di Renato Soru.

L'esponente della Giunta precisa che, nonostante le leggi europee vietino qualunque intervento dei governi, esistono comunque delle misure che possono derogare a questi principi.
Come quella varata dalla Regione Sardegna nel 2010. La legge 10 di sei anni fa sul sostegno alle compagnie low cost, prevedendo uno stanziamento di 19,5 milioni di euro per il 2011 e di 24 milioni per gli anni 2012 e 2013, ha consentito l'aiuto pubblico nel settore. Peccato, sottolineato Deiana, che la Regione decise alla fine del 2011 di notificare la legge 10 tardivamente e dopo avergli dato esecuzione, andando così incontro a una nuova procedura di infrazione aperta nel 2013 contro tutti e tre gli scali aeroportuali isolani che avevano ricevuto nel frattempo oltre 60 milioni di euro di sovvenzioni. Adesso, ricorda l'assessore, "la Giunta ha avviato una interlocuzione con Bruxelles" per ritornare alla situazione prevista dalla legge 10.
"Attendiamo il pronunciamento finale entro tempi brevissimi – ribadisce l'assessore – Pertanto, un intervento oggi, in pendenza di una decisione così delicata, potrebbe essere non solo evidentemente controproducente, ma anche molto rischioso, tenendo conto che non esiste al momento alcun punto di riferimento interpretativo applicativo sulle linee guida del 2014. Abbiamo l'obbligo morale, prima che legale politico e amministrativo – chiarisce Deiana – di non trascinare la Sardegna in avventure disinvolte, dettate da logiche tanto populistiche quanto superficiali, che fatalmente presentano, anche dopo anni, il conto".
Il titolare dei Trasporti descrive poi il contratto di servizio pubblico che disciplina la CT1, che scadrà il 27 ottobre del 2017. Il modello prevede una tariffa unica agevolata uguale per tutti per nove mesi l'anno, e una tariffa differenziata per i non residenti per i tre mesi di alta stagione. Tale situazione scoraggia la scelta della destinazione Sardegna, tanto che Roma è intervenuta dando 30 milioni alla Giunta. Sulla CT2 sono al vaglio possibili soluzioni, mentre sui collegamenti internazionali, "la Giunta ha messo a punto un sistema di intervento sui collegamenti con i sei mercati obiettivo di Spagna, Francia, Regno Unito, Svizzera, Germania e Benelux. Si procederà con invito a tutti i vettori aerei comunitari a presentare manifestazioni di interesse per esercitare il traffico sulle relazioni indicate, mettendo a disposizione un supporto finanziario parametrato alla tipologia di collegamento, bi o tri settimanale, e alla tipologia di rotta". 

Cappellacci. "Basta con i giri di parole: o difendi la legge 10, o la cambi e in due anni hai avuto tutto il tempo di farlo", così Ugo Cappellacci, coordinatore di Forza Italia, replica alle dichiarazioni dell'assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana.
"Poiché anche se l'affermazione è mimetizzata in un comunicato-colossal senza fine, perfino lo stesso Deiana ammette che la legge 10 è perfettamente compatibile con l'ordinamento Ue, allora la difenda con tutta la determinazione possibile e la smetta di alimentare eventuali dubbi di Bruxelles con il suo dannoso chiacchiericcio mediatico. E che sia una difesa convinta, non finta, perché – ha aggiunto Cappellacci – anche per la la flotta sarda la Giunta, pur di gettare fango sugli avversari politici, fa finta che non esista un ricorso contro l'ingiusta sanzione subita e con dichiarazioni mistificatorie 'fa il tifo' per un esito negativo anziché difendere l'unica vera azione di difesa del diritto alla mobilità dei sardi nel campo del trasporto marittimo, tanto amata dai sardi quanto osteggiata dentro il palazzo della politica. E' pura follia anche l'abbandono della Ct2 per le rotte minori: o Deiana tira fuori gli atti che provano l'impossibilità di attuarla o stia zitto e inizi a fare l'assessore. In due anni hanno solo disfatto e non fatto, si concedono il lusso di litigare fra loro e non hanno una linea politica coerente. Si diano una mossa o, se non hanno il coraggio di prendere decisioni, tornino pure a casa".