Era il 19 giugno 1935 quando questi due adolescenti , mio padre e il suo amico Sisto Mura, vestiti a festa per l'Ottava di Sant'Antonio, mai avrebbero immaginato che, neanche dieci anni più tardi , la loro vita sarebbe diventata un facile bersaglio nella lotteria della guerra.
Mio padre sfuggì miracolosamente al fronte russo perché già due suoi fratelli erano in prima linea ( di cui Francesco prigioniero in Africa). Come per Il Soldato Ryan, lo Stato pensò di lasciare a una madre che già aveva dato, la possibilità di veder crescere il terzo figlio soldato.
Sisto non ebbe quella fortuna. A due mesi dalla fine, lo spostamento d'aria, in un'azione di bombardamento, mise fine alla sua vita a soli 24 anni.
Cosa c'entra , vi chiederete, col Giorno della Memoria ? Io vi trovo un nesso profondo.
Lo sterminio di un intero popolo altro non è stato che il punto più alto della bestialità umana. Ma stiamo attenti : non fu il volere di Uno solo a determinarlo. Fu l'appoggio a certe ideologie, fu l'assorbire con scelte di pensiero o anche passivamente, le teorie estreme sulla purezza e sul nazionalismo che doveva soddisfare il predominio di un solo popolo.
Ricordare quanto è stato non trova nessuna utilità senza l'impegno militante all'idea della Pace, a quella di un respingimento totale verso ogni pretesa di supremazia e ogni paura di contaminazione.
Deve essere compito di ogni genitore, di ogni insegnante, di ogni formatore, allontanare i facili slogan di cui molti esponenti di partiti e associazioni con croci uncinate si riempiono la bocca. La Shoah, non è cosa solo di 71 anni fa. E' anche cosa di oggi.
Anna Paola Sau, docente







