La Sardegna gioca d'anticipo: sono già partiti interventi per la banda ultralarga su fondi regionali della precedente programmazione. Anche altre 7 regioni (Abruzzo, Calabria, Marche, Lazio, Puglia, Lombardia, Toscana) sono partite o stanno partendo in questi giorni per un totale di 700 Comuni.
E' quanto emerso nel corso di una conferenza stampa con il sottosegretario al Mise con delega alle comunicazioni, Antonello Giacomelli, e con l'assessore agli Affari generali della Regione Sardegna Gianmario Demuro.
L'intervento diretto in Sardegna, nelle aree a fallimento di mercato, ha un costo di 56 milioni di euro: saranno interessati 324 comuni per un totale di 507.577 cittadini e 278.768 unità immobiliari. Di questi in 15 Comuni verrà realizzata una rete FTTB/H.
Secondo i dati dell'ultima consultazione pubblica, quindi compreso questo intervento, al 2018 in Sardegna la copertura con reti a banda ultralarga sarà dell'87% (50% con investimenti privati e 37% con soldi pubblici) mentre le unità immobiliari a fallimento di mercato saranno pari al 13% (comunque molto al di sotto della media nazionale pari al 26,2%).
La gara per la Sardegna, che ha registrato 13 offerte per tre lotti, è stata vinta da raggruppamenti guidati da Sirti, Eds ed Ericsson. I lavori partiranno tra qualche giorno e si concluderanno a marzo-aprile 2017. Per il completamento degli obiettivi al 2020 serviranno altri 290 milioni, di cui 95 in quota Regione e il resto a carico dello Stato. "Questa – ha detto Giacomelli – è una gran bella notizia: la Sardegna sta giocando d'anticipo con azioni in tempi rapidi e in sintonia con gli obiettivi ambiziosi del piano per la banda ultralarga".
"Portare la banda ultralarga in centinaia dei nostri piccoli centri, soprattutto dell'interno, significa creare collegamenti digitali che sono fondamentali per garantire gli stessi servizi e gli stessi diritti a tutti i nostri cittadini, così come per offrire a tutti i nostri giovani strumenti essenziali per la loro formazione". Così il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha commentato gli interventi per la banda ultralarga su fondi regionali della precedente programmazione.
"Il piano – ha sottolineato l'assessore degli Affari generali Gianmario Demuro – rafforza il valore della rete pubblica e garantisce l'uguaglianza dei diritti dei cittadini nei 324 comuni in cui non ci sarebbe stato l'intervento dei privati. In questo modo anche i cittadini e le imprese che vivono e operano lontano dalle città avranno accesso a infrastrutture per beneficiare di servizi sempre più evoluti di connessione. È un grande motivo d'orgoglio ricevere questo riconoscimento nazionale frutto del lavoro unitario tra diversi assessorati".
"Con il programma di sviluppo della banda ultra larga nella aree rurali della nostra isola – ha aggiunto l'assessore dell'Agricoltura Elisabetta Falchi – si sostiene la crescita economica, culturale e sociale di tutta la Sardegna. Si costruiscono migliaia di ponti con il resto del mondo rendendo il gap dell'insularità nel nostro vivere quotidiano meno limitante soprattutto per i nostri giovani, che possono fare da motore della ripresa sarda".







