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Non è bastata la felpa blu con lo stemma dei Quattro Mori e la scritta 'Cagliari', nè il supporto di un centinaio di simpatizzanti pronti a fare la fila per un selfie, a salvare Matteo Salvini dalle contestazioni degli antagonisti sardi, sulle barricate già da giorni per la visita del leader della Lega, "uno che incarna la deriva razzista e xenofoba in Italia", attaccano i manifestanti in corteo prima della carica di alleggerimento della Polizia che li ha poi dispersi.
Le avvisaglie della tensione sin dal primo mattino con il ritrovamento e il sequestro di un furgone carico di fumogeni, una mazza da baseball metallica, striscioni 'rinforzati' per aggredire le forze dell'ordine con le scritte "A fora sa Lega" e "Sardegna Antifascista", alcune cassette di arance. I due occupanti sono stati denunciati.
E' stata solo la premessa di quello che l'apparato di sicurezza temeva. Per questo motivo la Questura aveva organizzato in città un massiccio servizio d'ordine. Viale Sant'Avendrace, dove il leader della Lega ha inaugurato la prima sede sarda di "Noi con Salvini", chiuso al traffico e sul posto decine di agenti e carabinieri in tenuta antisommossa. E proprio davanti a questo schieramento di forze circa 200 attivisti del coordinamento antifascista e di altri movimenti di sinistra hanno iniziato ad inveire contro il numero uno del Carroccio: "Odio la Lega", "Siamo tutti contro Salvini e antifascisti".
Poi il tentativo di forzare il blocco, non prima di aver lanciato uova con vernice rossa. A quel punto è partita la carica di alleggerimento che ha fatto arretrare gli antagonisti.
Qualcuno ha anche lanciato una bomba carta e sono stati danneggiati due bancomat, poi la situazione è tornata alla normalità.
Salvini ha definito i manifestanti "democratici di sinistra e disadattati figli di papà" sollecitando "il ricovero" per i due fermati con il furgone e ringraziando le forze dell'ordine che "in un Paese normale sarebbero in giro a raccattare spacciatori e clandestini". Immigrazione subito nel mirino. "Ai rifugiati politici io dico porte aperte, anche quelle di casa mia, perché chi scappa dalle bombe e dall'Isis deve essere accolto, ma tutti gli altri sulla prima zattera e a casa", dice senza esitazione.
All'attacco anche sui temi di stretta attualità politica, unioni civili e stepchild adption su tutti. "A Sanremo se non hai il fiocco arcobaleno non ti fanno cantare: rispetto tutti ma il bimbo ha bisogno di una madre e di un papà", chiarisce Salvini.
Quanto al rapporto tra il Governo italiano e l'Europa, non ha dubbi: "Renzi a parole la contesta, ma nei fatti si cala le braghe quando va a Bruxelles". Un superministro europeo delle Finanze? Pessima idea per il leader della Lega. "Abbiamo già regalato le chiavi di casa nostra sui confini, sulla moneta, sul commercio e sull'agricoltura: almeno per quanto riguarda le scelte sulle tasse, che possano essere i cittadini italiani a scegliere".