“Demolite tutte le opere abusive”. È quanto il comune di Quartu ha comunicato alla società rossoblù. La tribuna centrale e altre opere, realizzate in difformità al progetto approvato e comunque con l’autorizzazione paesaggistica scaduta dovranno sparire da Is Arenas. Un passaggio burocratico che mette l’amministrazione al riparo dai guai, in coda a una vicenda, quella della realizzazione dello stadio di Is Arenas, che ha animato una stagione calcistica e scosso l’opinione pubblica con arresti eccellenti e un processo che ha coinvolto, tra gli altri, l’ex presidente del Cagliari Massimo Cellino e vertici e funzionari del comune di Quartu.
Il 18 luglio 2012 è stato approvato il progetto del Cagliari per la realizzazione della Stadio Temporaneo “Is Arenas” e l’11 giugno 201, è stata ingiunta alla società la demolizione delle opere realizzate in difformità. Ma nel corso del sopralluogo congiunto effettuato l’11 dicembre 2014 viene rilevato che la Tribuna Centrale e le altre opere accessorie insistenti sul sito si presentano inalterate rispetto alla situazione denunciata. E passano pochi mesi quando, nel maggio 2015, viene dichiarata la decadenza della “Convenzione per la Concessione in uso dello Stadio Is Arenas” sottoscritta con la Cagliari Calcio tre anni prima, per “molteplici e gravissime inadempienze della società concessionaria” scrivono da via Porcu cioè “mancato pagamento dei canoni, difformità delle opere realizzate da quelle assentite, rimozione unilaterale di parte delle opere realizzate, arbitraria cessazione delle attività previste dalla convenzione, mancata esecuzione di parte delle opere previste e stato di incuria e di abbandono dell’impianto”.
Ora, per effetto della decadenza, e, comunque, della scadenza della concessone, il Cagliari non ha più titolo e legittimazione a mantenere sul sito le opere, le quali, pertanto, a prescindere dalle difformità rispetto al progetto approvato, risultano totalmente abusive, anche perché nel frattempo i titoli edilizi e paesaggistici (come il parere della Soprintendenza per i Beni Paesaggistici del giugno 2012) rilasciati per la costruzione delle opere temporanee, avendo validità triennale, hanno perso validità ed efficacia.
E quindi il comune quartese ordina alla Cagliari Calcio. La demolizione a proprie spese, di tutte le opere nella struttura comunale “Is Arenas” entro 90 giorni. Il comune di Quartu ha spedito l’ordinanza alla Procura della Repubblica. Ora la società di Giulini potrà ricorrere al Tar ed eventualmente presentare un nuovo progetto all’attenzione del comune di Quartu. Anche in vista della necessità di trovare un nuovo impianto per gestire, non allontanandosi troppo dal capoluogo, l’esilio forzato durante il cantiere per la realizzazione del Sant’Elia del futuro.







