Si è chiusa con un sostanziale nulla di fatto la Direzione regionale del Partito democratico convocata oggi ad Oristano per fare il punto della situazione politica dopo l'uscita dalla maggioranza dell'area Popolare e Riformista che fa capo a Paolo Fadda, che oggi ha partecipato ai lavori ma senza prendere la parola, e ad Antonello Cabras.
Non c'è stato alcun passo avanti rispetto alla Direzione di tre settimane fa e nessuno dei contendenti ha fatto un passo indietro. Non lo ha fatto sicuramente il segretario Renato Soru e non lo hanno fatto neanche i Popolari e Riformisti.
Soru, anzi, ha rilanciato la sfida ai suoi ormai ex compagni di maggioranza spiegando loro che se vogliono mandarlo a casa devono farlo a faccia aperta, in sede di Assemblea regionale del Partito e che dovranno motivare molto bene davanti agli 11 mila iscritti del Pd la decisione di togliergli la fiducia.
Per il momento, ha spiegato ancora Soru, "confermo che c'è un segretario, che c'è una segreteria con cinque componenti che non si sono dimessi e un partito vivo e attivo che sta svolgendo il suo compito".
La replica dei Popolari e riformisti è arrivata per bocca del portavoce Giacomo Spissu, dopo un'ora di sospensione dei lavori per mancanza di iscrizioni a parlare. "Non dovevamo intervenire – ha detto Spissu – la situazione non è cambiata rispetto a tre settimane fa e non possiamo tollerare che chi ha il 25 per cento del partito pretenda di governare come se ne controllasse il cento per cento". L'ex presidente del Consiglio regionale ha poi aggiunto che all'interno del partito c'è un problema, quello contestato della gestione personalistica da parte del segretario, che deve essere affrontato e non aggirato. "Per me – ha concluso Spissu – non c'è altro da aggiungere e la direzione si chiude qui".
Il tentativo di farla proseguire è stato poi stoppato da Gavino Manca, che ha chiesto e ottenuto il voto che ha sancito la conclusione dei lavori.
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Pd, Soru resta, ma Spissu insiste: “Ha solo il 25 % del partito”







