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Lettera aperta del segretario regionale del Partito democratico, Renato Soru, ai "democratici" sardi per spiegare l'impasse del partito dopo le dimissioni di mezza segreteria regionale e il dibattito accesosi nelle ultime settimane sulla gestione e sulla guida del partito.
Stretto tra correnti e incalzato dai suoi ex alleati della maggioranza e da quelli della minoranza, Soru si rivolge agli iscritti per ribadire alcuni concetti già espressi nell'ultima direzione ad Oristano del 5 marzo.
Soru sollecita "uno sforzo e un passo avanti" da parte di tutti per rimettere al centro del dibattito il merito, le idee, i temi veri, rapportandoci gli uni agli altri non come avversari di corrente ma come una vera comunità politica, capace di stare insieme davanti all'opinione pubblica, davanti agli elettori, dentro alle istituzioni".
Il segretario spiega che la situazione attuale non va nella direzione "di uno scontro finale" ma che riguarda la "natura stessa del Partito Democratico, di come è e di come vorremmo che fosse. Ad oggi c'è un segretario in carica e c'è un partito che svolge regolarmente i suoi compiti – sottolinea – C'è una segreteria di cinque componenti che rimane aperta al contributo di quanti vorranno arricchirla ancora con il proprio apporto e con l'assunzione di un pezzo di responsabilità. C'è chi ritiene che in questo momento il segretario non abbia più una maggioranza e considera terminata l'esperienza politica di questa segreteria. Io credo che gli unici in grado di stabilire se il segretario abbia o meno una maggioranza dovrebbero essere i cittadini sardi attraverso lo strumento delle Primarie".
Infine Soru si chiede "se ha davvero senso riferirsi a uno schema maggioranza-minoranza che porta al perdurare delle divisioni in gruppi cristallizzati anche dopo il momento congressuale, a prescindere dalle questioni vere. Noi non siamo una coalizione di correnti. Siamo la stessa comunità politica.
Non possiamo assistere alla degenerazione della partitocrazia accettando la correntocrazia".