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Ancora emergenza idrica a Oristano città e nelle frazioni di Massama e di Nuraxinieddu. A 12 giorni dalla ordinanza con la quale il sindaco Guido Tendas aveva vietato l'uso per scopi potabili e alimentari dell'acqua erogata dalle condotte di Abbanoa circa 30 mila abitanti devono arrangiarsi con l'acqua minerale acquistata nei supermercati o attingendo, nelle poche ore disponibili, alle autobotti della Protezione civile allertata dall'Amministrazione comunale.
In realtà ci avrebbe dovuto pensare Abbanoa, come ha sottolineato ieri la Asl 5 in una nota, ma le sue autobotti sono fuori uso e gli oristanesi si sono dovuti arrangiare a spese proprie. Ad oggi non si hanno notizie di eventuali interventi disposti da Abbanoa per accelerare il ritorno alla normalità e la speranza è che gli esiti delle analisi sui campioni prelevati dalla Asl 5, fra ieri e oggi, arrivino in tempi brevi e soprattutto che siano positivi. La non potabilità dell'acqua era stata attribuita da Abbanoa alle abbondanti piogge cadute sui monti di Santulussurgiu dove ci sono le fonti che alimentano la condotta di Oristano e delle frazioni. Si è parlato di alte percentuali di ferro e di alluminio e anche di una carica batterica superiore alla norma, dati di analisi che non sono stati, però, resi noti ai cittadini. 

Abbanoa rompe il silenzio sull'emergenza idrica di Oristano e annuncia la possibilità che il sistema possa tornare alla normalità già nei prossimi giorni.
Le analisi fatte oggi nei laboratori di Abbanoa e comunicate alla Asl 5 e al Comune – fanno sapere dal gestore unico del servizio idrico – hanno rilevato infatti una forte diminuzione dei livelli di torbidità dell'acqua distribuita dalla rete idrica di Oristano.
A fronte dei livelli pari a 14 Ntu (unità di misura della torbidità) registrati nei primi giorni, oggi si segnalano infatti livelli di 2,80 Ntu al serbatoio di Sa Rodia, punto di arrivo in città dell'acqua delle sorgenti di Santulussurgiu che alimentano l'acquedotto cittadino, di 2,37 a Massama, 2,21 a Nuraxinieddu.
In città livelli bassissimi (0,06), invece, nei serbatoi di San Martino e di via Marconi alimentati dai pozzi. Per contrastare le impurità nell'acqua torbida in arrivo dalle sorgenti di Santulussurgiu, assicura Abbanoa, nei giorni scorsi è aumentata l'attività di disinfezione dell'acqua.