fondi-a-comuni-e-gi-and-ugrave-tasse-proposta-per-lotta-a-spopolamento

Una diversa ripartizione delle risorse del Fondo unico degli enti locali, rapportandola non solo al numero di abitanti ma anche alle entrate proprie dei Comuni, inoltre incrementando le risorse di 20 milioni di euro da ripartire fra i piccoli centri dell'Isola con meno di cinquemila abitanti che, nell'ultimo decennio, hanno perso oltre il 3% dei residenti, assieme a sgravi Irpef e Irap per contrastare lo spopolamento e rilanciare la Sardegna dell'interno. E' quanto prevede la proposta di legge presentata dai Riformatori in una conferenza stampa.
L'obiettivo è ridurre l'addizionale Irpef regionale del 25% per tutti gli abitanti dei piccoli comuni e del 50% per i nuovi residenti, mentre le aliquote Irap, per i primi cinque anni, verrebbero azzerate sia per le nuove imprese che per quelle che avviano nuove attività. E' anche prevista una corsia preferenziale per l'accesso ai finanziamenti regionali in materia di e-government e si propone l'adozione, da parte della Giunta regionale, di un piano per i servizi sanitari nelle aree rurali e montane, finanziato con 500 mila euro. Consentito anche il mantenimento degli istituti scolastici, 500mila euro per coprire i costi dei trasporti per gli studenti dei Comuni montani. Inoltre viene proposto un fondo per il contrasto dello spopolamento (800 mila euro) per l'acquisto dell'abitazione principale e di locali commerciali, e del recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato, infine viene incentivata l'ospitalità diffusa attraverso il recupero degli immobili nei borghi antichi e nei centri storici.
"Oggi vengono a mancare anche i presidi civili: la scuola, la sanità e i posti di polizia – osserva il capogruppo Attilio Dedoni – la Sardegna ha uno sviluppo a ciambella, mentre dobbiamo trovare gli strumenti per contrastare lo spopolamento".
"Vogliamo aprire un dibattito mai affrontato in Consiglio, quello della Sardegna di mezzo – aggiunte il consigliere Luigi Crisponi – questa è una legge per un territorio certamente ferito e una Sardegna di serie B, dimenticata dalla politica e in balia di se stessa". "La proposta ha il pregio di sollevare l'attenzione sul tema – conclude il coordinatore regionale Michele Cossa -. La Finanziaria non è stata in grado di fare scelte. Il problema non è guardare l'ombelico ma salvare l'Isola".