Liquami che attraversano la spiaggia per poi finire in mare, discariche abusive ed erosione: dopo la denuncia di un albergatore, ora gli agenti della Polizia Municipale hanno filmato e documentato lo stato dell'inquinamento a Pittulongu, il quartiere sul mare di Olbia.
In seguito alla segnalazione presentata ai vigili urbani la scorsa settimana dal proprietario dell'Hotel Stefania, Sebastiano Sini, gli agenti guidati dal comandante Gianni Serra, a conclusione dell'attività di polizia giudiziaria, oggi hanno sorvolato oltre trenta ettari di costa con l'utilizzo di un drone, così da accertare l'eventuale danno ambientale.
I primi accertamenti avevano già messo in evidenza la presenza di sversamenti delle acque reflue fognarie, ora anche documentate con video e foto. Oltre all'arenile e al retro spiaggia, il drone ha mappato anche le macerie del Rio Bados, un'area di 10 mila metri quadrati e un immobile di 26 mila metri cubi messi sotto sequestro dalla procura di Tempio Pausania nel 2008 per la presunta violazioni di norme urbanistiche e paesaggistiche, e al momento all'asta: come documentato dal drone il cantiere abbandonato è diventato una discarica abusiva.
Sicuramente una brutta cartolina per i turisti che hanno scelto le coste galluresi per trascorrere le vacanze. Da qui la denuncia dell'albergatore che lamenta un danno economico e di immagine. Il comando della Polizia municipale di Olbia è uno dei pochi in Italia ad avere in dotazione un drone regolarmente iscritto all'Enac. Il dossier con le immagine raccolte oggi verrà trasmesso nei prossimi giorni alla Procura di Tempio a corredo dell'informativa di polizia giudiziaria elaborata nell'arco di un mese di indagini.
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Pittulongu, inquinamento individuato grazie a drone







