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Al via domenica con il voto anti-trivelle, la "primavera referendaria" di Rifondazione Comunista. Il partito darà il proprio contributo alla raccolta di firme per altri undici referendum su scuola, ambiente, lavoro, beni comuni e legge elettorale.
L'hanno annunciato oggi in Consiglio regionale i vertici del partito in Sardegna: il consigliere Alessandro Unali, il segretario Giovannino Deriu, il componente della segreteria Enrico Lai e il referente regionale per i referendum sociali Lorena Cordeddu.
Sul fronte della scuola, i quesiti referendari riguardano i poteri del dirigente scolastico, il comitato di valutazione del merito, lo school bonus e l'alternanza scuola-lavoro. Ci sono poi i referendum per impedire il ricorso a future trivellazioni petrolifere sia in terra che in mare (anche oltre le 12 miglia) e per contrastare il piano nazionale sui nuovi inceneritori previsto dallo Sblocca Italia. Sull'acqua, vista l'impossibilità a proporre un referendum, i comitati promuoveranno una petizione per ribadire che la risorsa idrica è un bene pubblico, un diritto da inserire nella Costituzione.
Sul lavoro, invece, i comitati chiedono una retromarcia sui licenziamenti facili e l'abuso dei voucher introdotti dal Job Act. Sulle riforme, infine, i comitati promuoveranno, oltre ai quesiti contro il premio di maggioranza e i capilista previsti dalla nuova legge elettorale, anche una petizione contro l'Italicum.
La raccolta delle firme per gli undici referendum si concluderà il 9 luglio prossimo.