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Da agosto 2008 al 31 dicembre 2015 in Sardegna sono stati venduti oltre otto milioni di voucher (8.148.336). Con questo buono-lavoro sono stati pagati, quindi, negli ultimi otto anni 125.768 lavoratori. "Il ricorso all'utilizzo dei voucher, ogni anno la percentuale aumenta rispetto a quello precedente, è segno che il sistema viene applicato non solo, come inizialmente previsto, per lavori accessori di brevissima durata, ma come sostitutivo di rapporti di lavoro contrattualizzati", è la denuncia della Cisl.
"L'utilizzo esagerato dei voucher è segno di un mercato del lavoro sul quale scelte operate dalla Regione per migliorarlo sono state sostanzialmente inefficaci – ha sottolineato la segretaria generale della Cisl, Oriana Putzolu – e che le notevoli risorse impiegate non hanno dato risultati apprezzabili né per restituire il lavoro a chi l'ha perso né sul fronte dell'occupazione giovanile. La progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio, inoltre, ha incrementato la vendita dei voucher con punte superiori anche al 100% rispetto all'anno precedente. Un fatto, come attestato dalle tabelle dell'Osservatorio statistico Inps, verificatosi in Sardegna negli anni 2012 (+133% voucher venduti) e nel 2013 (+119%), dell'82% nel 2014 e del 79% nel 2015".
Preoccupa la Cisl la crescita costante dei voucher venduti attraverso procedura telematica e nelle sedi Inps cui devono obbligatoriamente rivolgersi i committenti imprenditori o professionisti. "Un segno, questo, del diffondersi del precariato anche in aziende che potrebbero instaurare veri e propri rapporti di lavoro. Oppure anche forma mascherata di un lavoro – ha precisato Putzolu – che potrebbe essere a tempo determinato o indeterminato e invece è spalmato su diverse persone, soprattutto nei settori del Commercio e del Turismo.
Alto il numero dei voucher venduti dai tabaccai: 2.739.816 nel 2015, il doppio rispetto al 2014". Il voucher di 10 euro destina alla contribuzione Inps 1,30 euro (gestione separata Inps), all'Inail 0,70 euro e 0,50 euro alla gestione del servizio, mentre al lavoratore vanno 7,50 euro/ora.