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Quasi un terzo dei sardi, circa 500 mila elettori, sono chiamati al voto il 5 giugno per scegliere i sindaci in 99 amministrazioni locali. Delle 101 iniziali, in due centri non si voterà: si tratta di Anela (Sassari) e Austis (Nuoro), dove anche questa volta non è stata presentata alcuna lista. Nell'Isola il 'mestiere' di sindaco si fa ogni giorno più difficile: intimidazioni e attentati condizionano l'azione di molti amministratori locali tanto che il Viminale ha istituito un osservatorio nazionale sul fenomeno partendo proprio dalla gravità degli episodi che si susseguono con drammatica ripetitività in Sardegna.
Le sfide principali sono nelle sei città con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti, dove è previsto un eventuale turno di ballottaggio: Cagliari, Carbonia, Olbia, Sinnai, Capoterra e Monserrato. Ma l'attenzione nazionale è concentrata sul comune capoluogo di regione. La città soffre di un progressivo spopolamento, quasi 4mila residenti in meno negli ultimi cinque anni – da 150.360 del 2011 a 146.897 del 2015 – e la ricchezza prodotta non consente ancora una svolta in chiave di ripresa: i redditi delle famiglie crescono, ma di poco, segnando un +1,8% pari a circa 23mila euro annui.
Sette i candidati in corsa per la poltrona di Palazzo Bacaredda. Il sindaco uscente di Sel, Massimo Zedda, 40 anni, tenta il bis dopo che nel 2011 era stato eletto al primo turno con quasi il 60% delle preferenze. Stavolta il "colpaccio" che eviterebbe il ballottaggio del 19 giugno rischia di non essere centrato. Il centrosinistra con le sue 11 liste deve fare i conti con la candidatura a sindaco dell'ex consigliere comunale del Prc, Enrico Lobina, 36 anni: in aperta polemica con l'amministrazione uscente, si presenta con la coalizione "Cagliari Città Capitale". Il Pd, partito di maggioranza relativa, orfano del segretario regionale Renato Soru, dimessosi dopo la condanna per evasione fiscale, ha dato da subito il suo sostegno convinto a Zedda. Qualche mal di pancia, invece, nelle fila del centrosinistra per l'allargamento della coalizione al Psd'Az, all'opposizione in Consiglio regionale.
Divisioni anche nel centrodestra. Quattordici le liste, per lo più civiche, a sostegno del veterano della politica sarda e nazionale, l'ex parlamentare di Forza Italia e Pdl Piergiorgio Massidda, 59 anni. Sulla corsa al Municipio potrebbero pesare le frizioni per la sua indisponibilità ad accogliere i simboli dei partiti tradizionali e a misurarsi alle primarie. Sempre nell'area del centrodestra, scaldano i motori Paolo Casu, 51 anni, sostenuto da due liste civiche, e l'outsider Alberto Agus, avvocato di 42 anni, candidato del "Popolo della famiglia".
Grande attesa per il risultato del Movimento 5 stelle: nel 2011 fu un flop, con l'attuale deputata e portavoce sarda, Emanuela Corda, che non raggiunse lo sbarramento del 3% restando fuori dal Consiglio comunale. Oggi, sulla spinta del successo ottenuto alle politiche del 2013 quando il Movimento è risultato il primo partito in Sardegna, i 'grillini' ci ritentano con un'altra donna, Maria Antonietta Martinez, imprenditrice di 47 anni. In campagna elettorale ha pungolato i partiti tradizionali sulla questione morale e ha coniato uno slogan, "Adesso tocca a te", molto simile a quello con il cui Zedda vinse nel 2011: "Ora tocca a noi".