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Crollo degli acquisti per i saldi estivi in Sardegna: male soprattutto Cagliari e Sassari. È il report di Confesercenti sull'avvio delle vendite a prezzi scontati cominciate ai primi di luglio. Su un campione di 200 esercizi commerciali di abbigliamento e scarpe, ben il 52% ha dichiarato un netto calo rispetto allo scorso anno, il 39% ha mantenuto stabili gli introiti e solo un 9% dichiara di aver leggermente migliorato la situazione.

A soffrire di più sono state le due maggiori città dell'isola: in alcuni casi nel cagliaritano – sempre secondo il bilancio dell'organizzazione – si sono toccate punte negative del 50% del fatturato. A Nuoro e Oristano ma anche nei comuni dell'hinterland si è avuto un pareggio. "I saldi sono ormai un rituale stanco – afferma Roberto Bolognese, vice presidente vicario Confesercenti Sardegna – da anni ormai le vendite promozionali pre-saldi ne hanno svilito il valore, soprattutto a causa delle grandi catene organizzate che con le tessere di fidelizzazione fanno sconti fino al 20% tutto l'anno e anticipano di almeno un mese la data dei saldi. La legge non ha più senso così com'è, si dovrebbe eventualmente correggere o sicuramente fatta rispettare. Perché ognuno purtroppo fa come gli pare". Molte le difficoltà.

"Negli ultimi anni la merce venduta non in saldi è di solo il 30%, però se non si raggiunge almeno il 60% prima dell'arrivo dei saldi, significa per un commerciante essere già in perdita – dichiara Davide Marcello presidente regionale Fismo (Federazione Italiana Settore Moda della Confesercenti) – ed è ormai abitudine da parte dei clienti chiedere lo sconto che ovviamente gli esercenti in linea di massima fanno pur di non perdere la vendita. Ma così è difficile tirare avanti". Appello alla Regione e all'assessore Francesco Morandi. Tempo fa era spuntata l'ipotesi di un tavolo con gli esercenti.

"È passato oltre un anno, ma non siamo ancora stati convocati, né è stato attivata alcuna iniziativa in merito da parte dell'assessorato – concludono Marcello e Bolognese – vogliamo ricordare all'assessore che tra le sue competenze c'è anche quella delle attività produttive".