Quello varato dalla Regione per aumentare il numero di posti disponibili nelle rotte aeree di Alitalia in continuità territoriale, è "un intervento straordinario", precisa l'assessore ai Trasporti, Massimo Deiana. Straordinario perché il decreto ministeriale che regola i rapporti tra amministrazione e vettori prevede sì, che posti aggiuntivi vengano messi a disposizione dalle compagnie, ma senza alcun onere per la Regione.
Nel caso degli otto voli in più sulle tratte Cagliari-Roma e Cagliari-Milano dal 15 luglio al 15 settembre è invece prevista una compensazione economica per Alitalia. Perché? "Gli strumenti indicati dalla convenzione non sono risultati più sufficienti", spiega Deiana. Da qui l'intervento "servito a potenziare l'offerta, vista la crescita esponenziale della domanda registrata a partire soprattutto dal 2015, causata da fenomeni geopolitici e di mercato assolutamente imprevedibili al momento dell'attivazione della continuità territoriale nel 2013". E il milione e seicentomila euro da corrispondere alla compagnia per i voli aggiuntivi?
"Si tratta di un'ipotesi di compensazione massima – spiega ancora l'assessore – il bilancio sarà fatto a consuntivo, e nel caso in cui i ricavi del vettore risultassero pari ai costi sostenuti per l'espletamento del servizio, non si verserà alcuna compensazione". Resta il fatto, fa notare il capo dell'opposizione Ugo Cappellacci (Fi), che "l'aumento dei voli era già previsto senza maggiori costi per la Regione sia nel contratto siglato con Alitalia sia nel decreto ministeriale". Allora "perché la Giunta paga una seconda volta per una prestazione che era già un obbligo per la compagnia?".
Poi nello specifico: "Il punto 3.5 del decreto prevede espressamente che, laddove si registri una domanda di posti superiori dell'80% dell'offerta complessiva giornaliera, il vettore è obbligato ad aumentare l'offerta senza alcun onere per la Regione, introducendo voli supplementari o aeromobili di capienza superiore. La Giunta avrebbe dovuto far rispettare tale disposizione". Quanto alle mutate condizioni geopolitiche di cui parla Deiana, "si tratta di motivazione pretestuosa – incalza l'ex governatore della Sardegna – anche perché a far sballare i numeri e la disponibilità di posti è stata la soppressione della continuità territoriale per le rotte minori, che ovviamente ha dirottato sulle tratte da Roma e Milano i passeggeri che un tempo arrivavano direttamente da altri scali".







