"Fare chiarezza sulle norme e fare uno sforzo concreto per azioni di rilevazione dei rischi e incentivazione degli interventi di adeguamento del patrimonio edilizio esistente". E' quanto chiede alla Regione l'Ordine degli ingegneri della provincia di Cagliari, sottolineando che "rischio sismico basso non significa rischio zero, per questo la prevenzione deve essere una priorità anche in Sardegna".
"In particolare – spiegano gli ingeneri cagliaritani – risulta fondamentale un atto esplicito che confermi la piena applicazione anche in Sardegna delle norme tecniche per le costruzioni vigenti, compreso quanto inerente alla progettazione sismica. Tale atto fugherebbe ogni dubbio in relazione al presunto superamento della Deliberazione Ras del marzo 2004 che non introduceva l'obbligo della progettazione antisismica per i Comuni sardi".
Per Gaetano Nastasi, presidente dell'Ordine degli ingegneri di Cagliari – "la mancanza di chiarezza lascia ai professionisti la responsabilità di fare le cassandre parlando di rischi ed esigenze di adeguamento a cittadini e imprese committenti, e quindi di limiti e ulteriori costi, da una posizione di evidente conflitto di interesse. In questo modo, inoltre, i tecnici si espongono alle azioni speculative di operatori economici che lavorano omettendo l'applicazione di accorgimenti che garantiscono la sicurezza degli edifici".







