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Serve un'azione risoluta da parte della presidente dell'assemblea regionale del Pd, Giannarita Mele, e degli organi nazionali per uscire dall'empasse che da quattro mesi sta tenendo in stallo il partito democratico sardo. In una lettera aperta inviata alla stessa Mele e al vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, Salvatore Cherchi, sollecita un intervento "molto determinato" per risolvere la situazione.

L'esponente dem, che ha sostenuto Ignazio Angioni e gli ex Ds in occasione del congresso che ha eletto il dimissionario Renato Soru e che in ambito nazionale è vicino al ministro Graziano Delrio, non avanza alcuna proposta specifica: non parla di congresso straordinario, come aveva fatto agli inizi di luglio con un intervento su Sardiniapost, o dello spauracchio del commissariamento che tutti vorrebbero evitare, cioè le due strade possibili se nell'assemblea del 19 settembre a Tramatza non si eleggerà il nuovo segretario. "Il tempo è da tempo tutto consumato per un partito che dovrebbe occuparsi dei problemi della Sardegna ma è stato finora incapace di sostituire un segretario – attacca – Mi chiedo perché si consenta che tutto vada alla deriva e non trovo una risposta politicamente razionale. Il partito regionale è acefalo – puntualizza – In suo luogo agiscono le correnti come plasticamente emerso nella recente riunione della maggioranza politica della Regione sull'organizzazione della sanità, dove il Pd è stato rappresentato non da organi di partito ma appunto da correnti".

"Il consenso espresso a larghissima maggioranza dal Pd sardo verso la segreteria nazionale dovrebbe facilitare la soluzione politica dei problemi. Ma questo – sottolinea Cherchi – non accade. Più che innovazione si produce involuzione. Non ho alcuna visione mitizzante del passato avendo vissuto nei miei 45 anni di tesseramento ininterrotto dal Pci al Pd tante altre crisi politiche e di partito con fasi anche di grave caduta. Devo però testimoniare di non aver conosciuto una fase così deleteria".