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Il commissario Ue alle Politiche regionali Corina Cretu, esprime la sua "vicinanza" all'Italia per il terremoto e si dice "in attesa" della richiesta delle autorità per il Fondo di solidarietà, offrendo la "sua disponibilità per riprogrammare i fondi Ue" per la ricostruzione e misure mirate per mettere in sicurezza gli edifici. Sulla flessibilità richiesta dal premier Matteo Renzi per investimenti a lungo termine fuori dal Patto di stabilità, Cretu osserva che non si tratta del suo territorio di competenza, rimandando alla direzione generale Ecfin, ma ricorda che per "le misure una tantum è già previsto lo scorporo", come avvenuto anche per i terremoti in Emilia Romagna e Abruzzo. Il commissario Ue coglie comunque l'occasione per rivolgere anche un appello all'Italia ad "accelerare sull'attuazione della capacità amministrativa" con la designazione delle autorità di gestione per la programmazione 2014-2020, in sostanza chi sovrintende il processo di certificazione e di audit delle spese. "Si tratta di un passaggio cruciale", avverte Cretu, "senza non siamo in grado di rimborsare un euro". Parlando poi di regioni come Sicilia, Campania e Calabria il commissario mette in guardia: "Stiamo analizzando l'impatto dei fondi 2007-2013 e vediamo che ci sono alcune regioni che non crescono, nonostante tutti i soldi che ci spendiamo. Vogliamo capire i motivi del perché questo accade". Parlando del recente terremoto Cretu spiega di essere in contatto col dipartimento della Protezione civile. "Per usufruire del Fondo europeo di solidarietà – evidenzia – le autorità italiane hanno 12 settimane dal giorno del disastro per valutare i danni e proporre la loro stima alla Commissione. All'Aquila ad esempio la valutazione dei danni era di 10 miliardi e noi abbiamo dato 500 milioni di euro" circa. L'Italia è il Paese che fino ad oggi ha ottenuto più risorse dal Fondo di solidarietà Ue, per un ammontare totale di circa 1,319 miliardi (per il terremoto in Molise del 2002 erano stati stanziati 30,8 milioni; per l'eruzione dell'Etna del 2002, 16,8 mln; per il terremoto in Abruzzo del 2009, 493,8 mln; per l'alluvione in Veneto del 2010, 16,9mln; per l'alluvione in Liguria e Toscana, 18,1mln; per il terremoto in Emilia Romagna del 2012, 670,2mln; per l'alluvione in Sardegna del 2013, 16,3mln; e per le alluvioni del 2014, 56mln). "Siamo però pronti anche a discutere, come già facemmo per il terremoto in Abruzzo e per quello in Emilia Romagna, di riallocare risorse dal Fondo per lo sviluppo regionale (Fesr)", sottolinea Cretu. "Inoltre – aggiunge – può essere preso in considerazione l'aggiustamento di giugno da 1,6 miliardi di euro" che si aggiunge ai 42,6 miliardi di fondi strutturali già destinati all'Italia per la programmazione 2014-2020. "Stiamo vedendo come spendere queste risorse con le autorità italiane. Inizialmente si era pensato di utilizzarli per misure destinate all'occupazione giovanile, ai migranti, e alla crescita, ma una parte potrebbe andare per il sisma, se lo desiderano".