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Per quanto usi l’abito di velluto blu scuro, non sono indipendentista. Non sono alla moda. Non ho ripensamenti tardo-adolescenziali o pre-senili. Rispetto tutti, ovviamente. Ho amici che cercano di convertirmi a qualcosa che può affascinarmi ma che non mi convince affatto. Sono un autonomista, in realtà. E non mi dispiace mescolare, prendere, rimettere in gioco.

Credo nella specialità della nostra terra ma non mi piace il dibattito per cui c’è sempre qualcuno che ha intenti vessatori nei nostri confronti. Che noia! Leggo volentieri però Michelangelo Pira. Non so quanti, tra gli indipendentisti. Nella rivolta dell’oggetto Pira ci invita a essere popolo. Ma soprattutto sono i segni (Sos Sinnos) a definirci. Segni che spesso ci appaiono improvvisi. So che qualcuno sta per dirmi: sei caduto in contraddizione. Non direi.

Poi rileggo gli scritti di Attilio Deffenu, la sua visione anti-protezionistica della nostra Isola, quel rifiuto per le leggi speciali come se fossimo un popolo particolarmente bisognoso. In questi giorni, con molti amici, soprattutto giovani, che non esito a definire intellettuali alternativi al mainstrem, stiamo elaborando delle idee che presto vedranno la luce. La Sardegna forte insomma. Ci sentiremo presto.

 

Bruno Murgia, deputato