Turismo tutto l'anno in Sardegna: si può? Sì, anche schiodando il turista dall'ombrellone e portandolo a camminare, correre in bici e a mangiare e bere lontano dalle spiagge. È il punto chiave della ricerca di Srm, Studi e ricerche per il Mezzogiorno, presentata questa mattina alla presenza del ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini, del vicepresidente della Regione, Raffaele Paci, e dell'assessore al Turismo Francesco Morandi. Il neo per l'Isola è l'eccesso di stagionalità. Insomma, il limite da scavalcare.
Nonostante questo, il settore vacanze in Sardegna rappresenta il 7,4 del Pil regionale, sopra la media nazionale. Il segmento enogastronomico – dice il report – è quello che ha una ricaduta pesante sul Prodotto interno lordo isolano. Il suggerimento che arriva dall'analisi è quello di far uscire il vacanziere dal circuito hotel-mare o casa in affitto-mare. Spiaggia centrale sì, ma secondo gli esperti è importante diversificare l'offerta. I concetti base su cui le persone e gli operatori intervistati concordano sono l'unicità dell'esperienza Sardegna e la sicurezza del territorio. Ma ritengono anche importante, se non fondamentale, l'accessibilità unita alla connessione con il resto del mondo.
Come consolidare e allargare l'attrazione mare? Le risposte sono cicloturismo, wellness, turismo nautico e verde. C'è bisogno però di un ulteriore sviluppo a livello di informazione e di marketing. Gli obiettivi sono stati messi a confronto con altre esperienze che hanno già centrato il traguardo in altre regioni d'Italia. Esempi, come strade da seguire. "La Sardegna – ha detto Massimo Deandreis, direttore generale di Srm – è troppo bella per accontentarsi di vendere il suo mare. Può estendere la sua offerta tutto l'anno". Altre analisi presentate durante la mattinata hanno riguardato i nuovi e sempre più consolidati mezzi di avvicinamento all'Isola, a partire da Airbnb, con le case private messe a disposizione sul web per piccoli periodi. Il feedback sul gradimento – spiegano gli esperti – è rintracciabile anche sui social, da Facebook a Twitter.







