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Gli 'Studenti contro Technion' hanno organizzato una campagna di sensibilizzazione basata su un lavoro di ricerca in merito a un accordo tra Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Ateneo di Cagliari e il Technion Institute di Haifa, "un’istituzione accademica israeliana che svolge anche attività di ricerca e sviluppo di tecnologie militari, e che ha stretti legami con le principali società tecnologiche di difesa". L'appuntamento è in aula C al Palazzo delle Scienze, in Via Ospedale 72, Cagliari
 
Ecco il comunicato:
 
"Il Technion, oltre a sviluppare la tecnologia utilizzata nelle aggressioni militari alla Striscia di Gaza e nell’occupazione dei territori palestinesi, svolge un ruolo fondamentale nella militarizzazione delle istituzioni accademiche israeliane. Una collaborazione di questo genere non può non turbare chi ritiene che le Università debbano essere promotrici della pace. Questa riflessione ha portato trecento accademici italiani, tra i quali quattordici dell’Università di Cagliari, a lanciare un appello con cui si chiede la revoca di ogni accordo di cooperazione con il Technion.
 
In relazione a quest’ultima finalità abbiamo organizzato un’assemblea studentesca fissata per domani, 6 ottobre 2016, in cui ci siamo proposti di dar vita a una discussione sul complesso rapporto tra “etica” e “scienza”, portando come esempio il caso della collaborazione con il Technion. 
 
Per quest’iniziativa è stato seguito l’iter amministrativo previsto per la richiesta di un’aula, che ieri ci è stata finalmente concessa. Come accaduto a marzo 2016 in occasione della Israeli Apartheid Week, il permesso ci è stato però improvvisamente revocato nella giornata odierna. 
 
Il Prof. Andrea Loi, direttore del Dipartimento di Informatica e Matematica, ci ha comunicato di essere venuto a conoscenza del fatto che il nostro incontro “riporta fini differenti a quelli usuali” e pertanto “non è in grado di sposare lo spirito di collaborazione con le Associazioni studentesche”. Il Direttore del Dipartimento prosegue affermando che "è stato messo in atto un volantinaggio" che "riporta accuse dirette ad un Dipartimento della stessa istituzione universitaria" e pertanto si vede "costretto a togliere l'assenso all'iniziativa".
 
Ci chiediamo quali siano le accuse a noi imputate: se affermare che la nostra Università ha un accordo con un’accademia complice della violazione dei diritti umani costituisce un’accusa alla stessa, allora sì, siamo colpevoli. Colpevoli di non essere indifferenti alle ingiustizie che subiscono gli altri popoli e colpevoli di voler studiare in un’Università che abbraccia i nostri ideali di giustizia. 
 
La nostra campagna è stata portata avanti nella convinzione che l’Università debba essere un avamposto di dialogo e di difesa dei valori, ma è sempre più evidente che all’interno nel nostro Ateneo c’è chi la pensa diversamente. 
 
Domani terremo ugualmente la nostra assemblea al Palazzo delle Scienze perché crediamo nella libertà di espressione e, soprattutto, nelle nostre battaglie. 
 
Venite a dirci la vostra opinione, anche se è diversa della nostra, noi non proveremo a mettervi a tacere".
 
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