Nell'ottavo giorno di protesta davanti al poligono di Capo Frasca, dove le esercitazioni militari sono bloccate a causa della mobilitazione in mare e a terra, i 600 pescatori delle marinerie dell'oristanese hanno incassato la visita dell'assessore regionale competente, Elisabetta Falchi, e la presa di posizione in loro favore del deputato di Sel, Michele Piras, firmatario di un'interpellanza urgenza alla Camera.
L'esponente della Giunta Pigliaru, ha ribadito l'impegno dell'Esecutivo per lo sblocco degli indennizzi chiesto dagli operatori del mare finora esclusi dal ristoro previsto per il fermo pesca dovuto alle esercitazioni. Il parlamentare sardo, invece, va all'attacco del Governo nazionale. "Dobbiamo constatare purtroppo – denuncia – la prosecuzione dei rimpalli di responsabilità, nonostante la risoluzione approvata all'unanimità dalla Camera dei deputati e il successivo documento finale del tavolo tecnico Stato-Regione conclusosi il 3 marzo 2016 presso la presidenza della Regione Sardegna".
"I pescatori – sottolinea Piras nell'interpellanza – chiedono nient'altro che di poter lavorare: spetta alla Difesa avere il coraggio di rivedere l'ordinanza di interdizione permanente della navigazione trasformandola in temporanea e creando i corridoi di uscita ed ingresso verso l'approdo di Marceddì. Il Mef con la presidenza del Consiglio dei Ministri, così come scritto dal sottosegretario De Vincenti, si impegnino a trovare la copertura economica per i risarcimenti dovute a quelle giornate in cui l'interdizione alla navigazione non potrà essere revocata: il tempo delle trattative – chiarisce l'esponente di Sel – è ormai finito".







