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Falli di mano, interventi violenti, proteste. Nel consueto incontro di inizio stagione fra arbitri, calciatori, allenatori e dirigenti di Serie A il designatore Domenico Messina ha mostrato video di episodi controversi, fischi sbagliati e comportamenti non consoni dei giocatori, chiarendo le novità regolamentari e i risvolti della sperimentazione offline del Video Assistant Referees (Var). Un momento didattico più che di confronto, visto che nella sala executive di San Siro le domande sono state solo un paio, da parte di un dirigente. "O era tutto chiaro o forse si è persa un'occasione per capire", ha sorriso il presidente dell'Aia Marcello Nicchi, auspicando per il futuro "una partecipazione più qualificata, più capitani, più allenatori e più dirigenti". Fra le altre, la Juventus ha portato Marotta, Allegri e Marchisio, il Milan Montella e Antonelli, l'Inter Icardi e due vice di De Boer (impegnato a Montecarlo), la Roma Spalletti e Lobont, il Bologna Donadoni e Gastaldello. Altri club, come consentito, hanno mandato l'allenatore in seconda e un calciatore delegato dal capitano: così non c'erano fra gli altri Sarri (Napoli), Mihajlovic (Torino), Inzaghi (Lazio), Giampaolo (Sampdoria) e Di Francesco (Sassuolo), che una decina di giorni fa a San Siro si era arrabbiato non poco per la direzione di Guida nella partita persa contro il Milan, quella del debutto in Italia della sperimentazione offline del Var. "In quel caso il Var avrebbe fornito il suo supporto, sarei ipocrita a dire che non sarebbe cambiato nulla – ha ammesso Messina -. Lo scopo è aiutare gli arbitri a fare in modo che le gare finiscano in maniera corretta. Noi arbitri non siamo mai stati contrari alla tecnologia, è una falsa storia". Calciatori, allenatori e dirigenti attendono i risultati della sperimentazione. "La tecnologia non può eliminare la discrezionalità dell'arbitro", secondo Marotta. "Non amo il gioco spezzettato e non sempre la moviola chiarisce tutto", pensa Gasperini. Gli arbitri, due o tre alla volta, stanno provando il nuovo potenziale ausilio, anche "limitando le domeniche libere", ha precisato Nicchi. "Ho seguito un tempo di Torino-Fiorentina come video arbitro assieme a Irrati – ha raccontato il n.1 dell'Aia -: a fine partita era sudato come se avesse arbitrato. Serve una concentrazione continua, in tempo reale si rivede tutto su quattro monitor. Penso ci saranno 3-5 occasioni da Var ogni fine settimana. Il Var deciderebbe solo in caso di chiaro errore. Se c'è un dubbio, decide l'arbitro". Per Nicchi "si possono azzerare le ammonizioni per proteste", intanto i gialli sono complessivamente "66 in meno". Si è parlato anche di fuorigioco. E' stato mostrato il video del gol di Badelj in Fiorentina-Roma: gli arbitri hanno spiegato di aver ricevuto conforto da Uefa e Fifa, era da annullare per la posizione di Kalinic. In quell'occasione, per un mancato rigore su Dzeko, si era lamentato Spalletti, che a San Siro ha promosso gli arbitri 2016/2017. "Una decina di direttori di gara hanno fatto da 100 a 200 partite. E' un po' come con il vino – ha sorriso l'allenatore giallorosso -. Questa è un annata buona".